Il marmo sui quotidiani
Madonna del piastraio, restauro fermo in attesa di soldi PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Tirreno Forte Seravezza Stazzema   
Sabato 04 Settembre 2010

300MILA EURO PER SALVARE IL SANTUARIO 
LUCA CINOTTI 

STAZZEMA. Religione e soldi non vanno molto d’accordo. Ma, nel caso della Madonna del piastraio, servirebbe un’eccezione. È proprio la “vil pecunia”, infatti, a ritardare la conclusione dei lavori di restauro di uno dei luoghi simbolo della devozione mariana in Versilia e non solo.
A quantificare le necessità ci pensa il sindaco di Stazzema Michele Silicani: «Servirebbe una cifra fra i 250mila e i 300mila euro», spiega. Soldi che potrebbero concludere i restauri iniziati ormai quasi un decennio fa e che, soprattutto, renderebbero di nuovo fruibile il santuario. Attualmente, infatti, la struttura (raggiungibile solamente a piedi) non è visitabile e i materiali che raccoglieva al suo interno (soprattutto le centinaia di ex voto che tappezzavano le sue pareti) sono state “divise” fra la canonica e la chiesa di Stazzema.
Il recupero della Madonna del piastraio cominciò grazie a un finanziamento di mezzo miliardo delle vecchie lire che arrivò in Versilia sulla scia del grande Giubileo dell’anno 2000. Fondamentale, in quell’occasione, fu il contributo dell’allora parlamentare Carlo Carli.
Il problema fu che quei soldi bastarono solo per recuperare la canonica (da destinare, secondo i progetti, a “casa del pellegrino”) e a rifare il tetto del santuario vero e proprio. «Purtroppo - continua il primo cittadino Silicani - non si riuscì a intervenire sugli interni della chiesa e, anzi, dopo qualche anno dalla fine dei lavori, bisognerebbe ritornare anche su quelli già effettuati».
Negli anni i paesani di Stazzema si sono dati da fare con piccole opere di consolidamento. Ma, come si dice, la buona volontà è stata una goccia nel mare di quello che servirebbe al santuario.
«E pensare - continua Silicani - che il progetto sarebbe già pronto. Anzi, è esposto nelle sale del Fenalc di Stazzema». Il problema, dunque, sono i soldi: quelli che dopo il giubileo non sono più arrivati. «Stimiamo che servirebbe una somma fra i 250mila e i 300mila euro per vedere concluso i lavori»
Non una cifra astronomica, ma difficile comunque da trovare in tempi di crisi nei quali la cultura diventa Cenerentola fra le cenerentole. Silicani comunque (anche insieme al parroco don Orsucci) giura che non si fermerà ed esplorerà ogni via: «Dovremo ragionare con la Sovrintendenza e anche con le Fondazioni bancarie», spiega.
Solo che bisogna fare presto: ogni giorno che passa, infatti, fa aumentare i problemi del santuario e rischia di vanificare anche gli importanti lavori che sono stati realizzati con il finanziamento del Giubileo.

 
L’ARTE DI ULIAN ALLA BIENNALE DI CARRARA PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Tirreno Agenda Versilia   
Sabato 04 Settembre 2010
L’arte di Paolo Ulian con la mostra “Il senso delle cose” sarà protagonista, da oggi, alla 14ª Biennale di Carrara, sezione Eventi Paralleli. La rassegna, che si terrà alla F65, è curata da Francesca Bufalini e Rossana Mazzi; sarà visitabile fino al 31 ottobre.
 
Le opere di Adami ai vincitori dell’edizione 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Tirreno Viareggio   
Sabato 04 Settembre 2010
VIAREGGIO. L’arte di Franco Adami per l’edizione 2010 di EuropaCinema. Lo scultore pisano, ma trapiantato a Pietrasanta dove ha uno degli studi, ha dedicato una collana di opere alla rassegna cinematografica che si svolgerà in città dall’11 al 18 ottobre.
Un’opera in bronzo di Adami andrà al vincitore del concorso e una medaglia artistica fusa in oro e bronzo costituirà il Premio speciale che Viareggio Europacinema consegnerà ai tanti protagonisti della prossima edizione del Festival.
«Tra le novità del nuovo corso di EuropaCinema - ha spiegato ieri il direttore Pier Marco De Santi - abbiamo voluto introdurre l’originalità del premio che, ogni anno, sarà realizzato da uno scultore che vive e lavora sul territorio».
 
C’è anche una mini rivoluzione del traffico PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Tirreno Massa Carrara   
Sabato 04 Settembre 2010
Per il grande evento piazza XXVII Aprile chiusa al traffico 
 
CARRARA. Una giornata importante per la città, un evento clou che ridà linfa vitale alla Biennale di scultura.
Per l’attesa performance di Vanessa Beecroft (per cui è atteso il pubblico delle grandi occasioni, anche da fuori provincia) il traffico cittadino subirà una piccola rivoluzione.
Un’intera piazza (quella XXVII Aprile, meglio conosciuta come piazza San Francesco) verrà chiusa completamente al traffico per consentire il corretto svolgimento della manifestazione.
Divieto di transito e di sosta, quindi, in piazza XXVII Aprie, dalle ore 8 alle 20 di oggi. Sarà consentito lo stazionamento dei mezzi degli organizzatori e quelli adibiti all’allestimento dello spettacolo, muniti di apposito tagliando di riconoscimento. per tutit gli altri la piazza sarà off-limits.
Per assistere alla performance della Beecroft, quindi, in programma dalle 19 alle 22 di stasera agli studi Nicoli, in piazza XXVII Aprile, bisognerà arrivarci a piedi. E si potrà parcheggiare, tranquillamente, in tutte le strade vicine.
 
Applausi ed emozione per il film “Il capo” Piace il documentario ambientato alle cave, ora l’evento in città PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Tirreno Massa Carrara   
Sabato 04 Settembre 2010
CARRARA. Applausi per oltre due minuti, un’emozione grande: le cave davvero splendide protagoniste alla 67ª Mostra del Cinema di Venezia, con il documentario “Il capo”. Il produttore esecutivo Luca Soldati (nonché titolare insieme ai due fratelli della cava 68 dei Bettogli in cui è stato girato il film) è entusiasta e ancora emozionato: «Gli otto film in concorso nella sezione Orizzonti, sono stati proiettati uno di seguito all’altro, con un breve intervallo di pochi minuti ogni due film; il nostro è stato il più applaudito». Sala piena, evento mondiale: che effetto fa? «Senz’altro - risponde - eravamo emozionati e orgogliosi; il regista ha lavorato benissimo, il film è molto bello, bravo anche il nostro capocava Franco Barattini. È tutto l’insieme che colpisce ed emoziona: le nostre Apuane, gli effetti sonori, l’atmosfera. Merita un seguito anche in città, come ha detto anche il sindaco». Il protagonista Franco Barattini, capocava, racconta: «È stata una forte emozione, non sembra vero che il lavoro in cava possa portare a essere protagonista di un film. Lavoro in cava da 28 anni, ho iniziato da apprendista in Canalgrande da Peghini, con mio babbo che era lì capocava, e da lui ho imparato tutto, anche i gesti, i segni che sono piaciuti al regista». Dopo un periodo di lavoro con l’omonimo e zio titolare della cava Michelangelo, da anni è capocava con i Soldati: «Il film riesce a rendere l’idea che il nostro è un lavoro di squadra. Ma guardi, è tutto così strano: non pensavo mai, davvero, di trovarmi qui a Venezia e in un film. Ho chiamato mio babbo Pietro, che ora a 78 anni, e gli ho raccontato tutto. Tutto quello che ho imparato, l’ho imparato da lui, soprattutto che ci vuole amore per la cava; ed è quanto sto cercando di trasnettere a mio figlio, che ha 27 anni, lavora con me e anzi, ora devo andare a comprare i regali per i miei nipoti a Venezia. A proposito: certo, Venezia ha il suo fascino, ma anche le cave di Carrara sono straordinarie. E non mi stancherò mai di lavorarci, fin quando la salute c’è, andrò in cava. E non vedo l’ora di essere nuovamente là, in cava».
Il sindaco Angelo Zubbani, che era presente a Venezia, annuncia che ci sarà un evento anche in piazza Alberica costruito attorno alla proiezione del film del regista Yuri Ancarani: «È andata benissimo - spiega - sala piena, giornalisti; sarà poi riproiettato oggi e anche l’11. A Carrara abbiamo invitato Paolo Baratta, presidente della Mostra del Cinema, e Ugo Di Tullio della Toscana Film Commission. Qui a Venezia è stata una grande vetrina per la città: un ringraziamento va alla famiglia Soldati e in particolare a Luca, che ha creduto nell’idea di andare oltre uno spot aziendale, e ha avuto l’intuizione di far realizzare un film inedito che promuove tutto il nostro territorio, le cave e la città».
 


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