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Scritto da L'Arena di Verona Economia
Domenica 29 Agosto 2010 |
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| Fallimenti quasi raddoppiati nei primi sette mesi dell’anno |
| LA CRISI A VERONA. Impennata di procedure in Tribunale: 106 dichiarate contro le 56 dello stesso periodo del 2009 Francesca Saglimbeni Platania: «Effetto della crisi non ancora superata» Allarme per i settori dell’edilizia, del lapideo, dell’editoria e stampa e della termomeccanica Torrida estate per le pmi veronesi: deluso il pronostico di inizio 2010 sulla lenta ripresa dell'economia locale, con quasi il 100% di fallimenti in più - dichiarati nel solo periodo che va dal 14 gennaio al 26 luglio - rispetto al primo semestre 2009. Contro i 56 fallimenti registrati tra gennaio e giugno 2009 e i 98 dichiarati nell'arco dell’intero scorso anno, ecco, infatti, 106 nuove pronunce emesse in solo poco più di sei mesi, cui si aggiungerà l’ondata del prossimo autunno, a completamento di un quadro davvero critico. È allarme soprattutto per il settore dell'editoria e della grafica che, nel semestre considerato, ha registrato 5 nuovi fallimenti per un incremento del +150% rispetto a tutto il 2009. Seguono il lapideo (lavorazione di pietre e marmi) con un +100% e il termomeccanico con 8 aziende andate in decozione, per un incremento del +60%. «È l’effetto di una crisi economica globale non ancora superata», dice il presidente della Sezione fallimentare del Tribunale di Verona Fernando Platania. LA CRISI CHE FA SELEZIONE. «Crisi finanziaria, certo, ma questa è una crisi che fa selezione e colpisce realtà aziendali che avevano già da tempo disequilibri economici che la recessione - determinando un calo di fatturati - ha semplicemente messo a nudo», replica Silvia Zenati, commercialista e revisore contabile veronese, nonché esperta di diritto fallimentare. «I problemi erano però latenti da diverso tempo», spiega Zenati, «e sono esplosi in concomitanza con la crisi finanziaria: si tratta di errori strategici, organizzativi, patrimoniali, spesso addebitabili ad errate scelte gestionali...». Dall'altro lato c'è una riforma di diritto fallimentare che non ha prodotto i risultati sperati: restano solo due, infatti, nell'esperienza scaligera, gli accordi di ristrutturazione, istituto che avrebbe dovuto costituire una delle alternative al fallimento e un efficace salvagente per le aziende insolventi. Tuttavia, spiega Platania, «qualcosa dovrebbe smuoversi col nuovo decreto legge destinato a migliorare i criteri di applicazione della riforma stessa». Tra i settori restano piuttosto stabili i comparti del mobile, dei trasporti e dell'abbigliamento. Mentre un segnale di sofferenza proviene ancora dal comparto dell’edilizia con 22 nuovi fallimenti (+37.50%). «Per le aziende del settore edile incide il fattore finanziario, visto il significativo lasso temporale che intercorre tra il sostenimento dei costi e la realizzazione dei ricavi: pertanto la stretta nell'erogazione del credito da parte delle banche, a loro volta pesantemente condizionate dai parametri di Basilea 2 e dal mantenimento di un sufficiente grado di patrimonializzazione, ha contribuito all' insolvenza in questo comparto», spiega Zenati. «La crisi dell'editoria è attribuibile essenzialmente all'avvento di internet, mentre nel settore del marmo gioca un ruolo determinante anche il fattore esportazione». SALGONO I CONCORDATI PREVENTIVI. In aumento rispetto al 2009 anche le istanze di concordato preventivo: 20 quelle depositate al Tribunale di Verona lo scorso semestre, di cui alcune in attesa di ammissione, 5 dichiarate inammissibili, 7 ammesse e in attesa di omologa. Il tentativo di accedere a procedure più snelle e favorevoli per le aziende c'è, dunque, ma spesso mancano i requisiti necessari per l'ammissibilità, di conseguenza gran parte delle istanze di concordato sfociano in dichiarazioni di fallimento d'ufficio. |
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Scritto da L'Arena di Verona Provincia
Martedì 17 Agosto 2010 |
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| Al via il terzo corso per «marmisti» veneto-brasiliani |
| SANT’AMBROGIO. All’istituto Paolo Brenzoni Il direttore: «È una opportunità di lavoro importante per i giovani» Una Scuola del marmo sempre più internazionale. Guarda nuovamente al Brasile l’istituto «Paolo Brenzoni», il centro di formazione professionale salesiano del marmo di Sant’Ambrogio di Valpolicella. In programma, per il terzo anno, un corso di formazione che si svolgerà in settembre, finanziato dalla Regione, per ragazzi brasiliani, figli di veneti trapiantati in Brasile. «Grazie all’associazione Veronesi nel mondo», spiega Anna Trevisani, direttore dell’istituto, «i ragazzi avranno l’opportunità di approfondire le proprie competenze nel mondo del marmo per poi riversarle nella professione in Brasile. I ragazzi hanno un’età tra i 20 e i 30 anni, tutti con diploma di scuola superiore se non laureati». Il direttore avanti e dice: «Guardiamo al futuro con grande ottimismo alla luce dell’ultimo anno scolastico, ricco di soddisfazioni. Tutti i ragazzi del terzo anno hanno superato l’esame di qualifica, inserendosi immediatamente nel mondo del lavoro. E quelli che hanno deciso di proseguire gli studi, potranno conseguire un diploma di perito meccanico o geometra oltre ad avere già in tasca la qualifica di operatore del marmo. Questo perché le aziende richiedono una manodopera sempre più specializzata». Un’altra proposta del centro è legata alla formazione riservata a giovani già in possesso di un diploma di scuola superiore. «Si sono concluse con soddisfazione la prima e seconda annualità del corso per collaboratore restauratore dei beni culturali», spiega il direttore. Si tratta di corsi regionali, finanziati dal Fondo sociale europeo, in collaborazione con l’università di Verona e col liceo artistico Nani-Boccioni di Verona nonché con le aziende del settore restauro che collaborano nella stesura dei progetti, ospitando i ragazzi nella fase dello stage. «Anche in questo caso», conclude Anna Trevisani, «immediato è il riscontro occupazionale nelle aziende del settore del restauro che necessitano di personale qualificato, con competenze sia culturali e scientifiche, sia tecnico-pratiche». M.U. |
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Scritto da L'Arena di Verona Economia
Martedì 17 Agosto 2010 |
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| At Informatica cresce nel marmo di Carrara |
| AZIENDE. Ampliata la rete commerciale Vende sistemi per gestire i magazzini. Quintarelli: «Vale anche in altri settori, risparmio fino al 50%» At Informatica, società di software di Domegliara, si sta inserendo nel Distretto del marmo di Carrara, commercializzando prodotti per aumentare l’efficienza produttiva e ridurre i costi di gestione del magazzino. «Si trattava di uno degli obiettivi aziendali di quest’anno», spiega Nicola Quintarelli, responsabile commerciale della società, «a Verona come a Carrara diverse aziende stanno razionalizzando la produzione, individuando le soluzioni tecnologiche che vanno in questa direzione. Il nostro sistema di gestione analizza in dettaglio i costi di produzione e trasformazione, monitorando i vari passaggi di lavorazione anche attraverso il sistema Rfid Uhf che permette al lettore di leggere i microchip posizionati sui pacchi di lastre piuttosto che identificare la specifica lastra leggendo a qualche centimetro di distanza. Ciò permette un abbattimento dei costi per i nostri clienti fino al 50%, rendendo accessibile l’investimento a numerose realtà nell’ambito nel lapideo». Il progetto, prosegue Quintarelli, «è applicabile anche ad altri settori come edilizia, legno e vino». Fondata nel 2002, At Informatica sta proseguendo nell’ampliamento della rete commerciale che conta oggi rivenditori in Italia con un pacchetto di oltre cento clienti. M.U. |
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Scritto da L'Arena di Verona Economia
Sabato 14 Agosto 2010 |
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| Redaprint a Napoli con l’antologica di Sergio Sorgini Investimenti che riguardano prodotti come il Redastone, campionario di schede dei vari materiali di marmo |
EDITORIA. Nuovi investimenti per la qualità Innovazioni per mantenere la competitività necessaria ad affrontare un mercato difficile e in costante evoluzione: il campo delle arti grafiche. Questo l’obiettivo di Redaprint Arti Grafiche, a Cavaion. L’azienda, che conta una quindicina di dipendenti e un fatturato di 3 milioni di euro, vuole allargare i propri orizzonti a fronte della crisi. «Continuiamo negli investimenti per implementare la qualità della stampa , da sempre nostro fiore all’occhiello», spiegano i fratelli Dario e Renzo Cinquetti, amministratori dell’azienda. «Non nascondiamo una certa amarezza sul fronte dell’insolvenza del credito» affermano i fratelli Cinquetti, «Sarebbero necessarie maggiori tutele per imprenditori che, come noi, non smettono d’investire». Investimenti che riguardano prodotti come il Redastone, campionario di schede dei vari materiali di marmo, granito e porfidi con i relativi dati tecnici, oggetto di aggiornamento annuale con distribuzione in tutto il mondo. Redaprint partecipa a fiere di settore e il prossimo appuntamento sarà marmomacc a Verona dal 29 settembre al 2 ottobre. «Ci stiamo inserendo con soddisfazione nel campo della stampa d’arte», precisa Renzo Cinquetti, «una delle nostre ultime realizzazioni è il libro per la mostra antologica al Maschio Angioino a Napoli, dello scultore e pittore Sergio Sorgini». Dal 2009 Redaprint è entrata anche nel campo editoriale, prima pubblicazione: Conoscere al meglio, Il Lago di Garda orientale.M.U. |
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Scritto da L'Arena di Verona Cronaca
Giovedì 12 Agosto 2010 |
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| «Troppo marmo, d’estate il parco sarà invivibile» |
«Con tutto quel marmo, con il caldo quel parco diventerà invivibile». Il Pd, con il consigliere comunale Fabio Segattini e il consigliere in sesta circoscrizione Giorgio Furlani, chiedono modifiche la progetto dei giardini di piazza Cavalleri, di fornte alla chiesa di Santa Maria Addolorata a Borgo Trieste. Si tratta di un’area di 6.500 metri quadrati. «Durante un’assemblea organizzata dal comitato Borgo Trieste», fanno sapere i due esponenti del Pd, «l’assessore Luigi Pisa ha accolto alcuni suggerimenti per migliorare il progetto e costruire un’area giochi per bambini. Ciò che invece non è stato preso in considerazione», aggiungono, «è la richiesta sostenuta dalla maggior parte dei presenti, di togliere molto del marmo che costituirà elemento decorativo principale sostituendolo con spazi a verde più ampi, percorsi interni in stabilizzato, una zona a panchine. In sostanza», dicono Segattini e Furlani, «c’è la richiesta di passare dal concetto di piazza a quella di giardini». |
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