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| Asor Rosa nel comitato Salviamo le Apuane |
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Adesione dopo aver ricevuto la carta dei gruppi lunigianesi FIVIZZANO. Anche la Rete dei comitati toscani guidati da Alberto Asor Rosa hanno aderito alla Carta delle Apuane, il documento a difesa delle Alpi nostrane definite “uno dei patrimoni più importanti del Pianeta”. È stato lo stesso Asor Rosa a volere aderire a questa importante iniziativa dopo aver ricevuto la Carta delle Apuana, consegnata per conto dei comitati “Salviamo le Apuane” da Fabio Baroni lo scorso 10 luglio a Firenze. Intanto si è svolto, in uno dei luoghi più belli delle Apuane, proprio di fronte al Monte Altissimo, un incontro tra i comitati, le personalità e le donne e gli uomini della Rete “Salviamo le Apuane”. L’obbiettivo della riunione, che segue quella avvenuta un mese fa a Regnano di Casola, era quella di definire un’agenda di lavoro per diffondere la coscienza dell’insostenibilità ormai della monocoltura del marmo e costruire un progetto di sviluppo delle Apuane, concreto e in grado di fornire più lavoro e migliore delle cave, al fine di dare un’alternativa di futuro alle Apuane. «La visione del film di Alberto Grossi “Aut Out” - scrive Salviamo le Apuane - è stata una sferzata scioccante per tutti: chi vede quel film non può che diventare un difensore delle nostre Alpi. Perciò si è deciso di creare tre settori di lavoro che già hanno prodotto dei risultati: uno per la comunicazione e l’informazione (che userà molto il film di Grossi), uno per il progetto di sviluppo (dagli usi civici al rilancio della filiera corta in agricoltura, al turismo) e uno per le questioni legali». La Rete di Salviamo le Apuane comunica inoltre che «sono in cantiere iniziative in grado di incidere, di coinvolgere l’opinione pubblica, di arrivare ai grandi media nazionali» dunque l’annuncio che «ha aderito alla Carta delle Apuane la Rete dei comitati toscani di Alberto Asor Rosa». Ecco un sunto di ciò che si legge sulla Carta della Apuane. «Le Apuane sono uno dei patrimoni più importanti del pianeta. Lo sono dal punto di vista naturalistico, ambientale, botanico, culturale, storico e antropologico. Le Apuane, proprio in virtù di tale importanza rappresentata, sono colpite da un processo distruttivo, che è annoverabile fra i più grandi disastri ambientali, naturalistici, botanici, faunistici, storici del pianeta. Particolarmente inquietante è l’aggressione nei confronti del bene apicale dell’intero ecosistema: l’acqua, l’oro blu del XXI secolo. Le Apuane, oggi e da tempo, non possono più sostenere l’economia di cava, specialmente nelle forme assunte di giacimento di detriti di carbonato di calcio: dunque si afferma che l’economia di cava attuale non è più sostenibile, secondo la filosofia corrente sulla sostenibilità». M.L. |























