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Il Contributo è diversificato in base alla qualità del marmo presente in cava ed alla fratturazione della cava stessa ed è compreso tra 14,25 euro a tonnellata di Cava Madielle Marianna e 35,44 euro a tonnellata di Cava Rocchetta Caldia. A partire dal 1° gennaio scorso, sommando al Contributo di Estrazione quello del Canone Marmo, la tassazione comunale va da un minimo 22,51 EUR/ton a un massimo di 42,56 EUR/ton. «Si tratta indubbiamente di tassazione più equa di quella di 17,30 EUR/ton applicata dalla precedente Amministrazione peraltro in maniera indistinta a tutte le cave, indipendentemente dalla qualità dei marmi estratti». --

A Villa Cuturi si è parlato anche di Regolamento comunale degli agri marmiferi. Il Cgt (Centro Geo Tecnologie) ha fornito una bozza, questa - è stato spiegato da sindaco e assessore - «è stata oggetto di attento esame sia da parte della Amministrazione Comunale che degli Uffici preposti anche al fine di apportare modifiche ed integrazioni che garantiscano maggiori controlli in cava su tutte le attività oggetto di autorizzazione».

Cave chiuse, Trivelli: il Comune non c'entra

Sono state chiuse Cava "Amministrazione" e Cava Canalbianco, che fanno capo all'imprenditore Franco Barattini. Sulla vicenda interviene l'assessore al Marmo Alessandro Trivelli.«Grazie alla collaborazione con l'Ufficio Marmo già da tempo stiamo seguendo con grande attenzione questa vicenda che desta non poche preoccupazioni, anche e soprattutto per le ricadute occupazionali. Va detto che il mancato rilascio delle autorizzazioni non è imputabile in alcun modo al Comune di Carrara. A seguito di un ulteriore, recente, approfondimento possiamo dire che da parte dell'Ufficio Marmo non c'è stato alcun ritardo. Le cave attualmente ferme che fanno capo a Franco Barattini, sono due, "Amministrazione" e "Canalbianco". Per "Amministrazione" c'è un iter in corso presso gli uffici della Regione Toscana: si tratta del procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) che include quello per il rilascio della compatibilità paesaggistica. Per procedere all'autorizzazione della cava il Comune deve ricevere questi due atti che non sono stati ancora completati. Va detto che il nostro Ufficio ha già sollecitato la Regione per chiedere il rispetto delle tempistiche previste dalla normativa, a conferma dell'attenzione per questa vicenda. Fino al completamento del procedimento in Regione però, il Comune non può fare nulla se non appunto sollecitare, cosa che ha già fatto».

«Il video della coop è un'autodenuncia»

Legambiente attacca: nelle immagini di "A muso duro" si notano vari problemi legati alla marmettola e non solo.

Legambiente Carrara, in una nota, sostiene che «il video della fierezza della Cooperativa Canalgrande è un'autodenuncia». "A muso duro", si intitolava il video, fatto nelle scorse settimane quando alla coop era stato imposto lo stop alla lavorazione. «Con il dovuto rispetto, l'onore e la fierezza di chi da più di sessant'anni lavora alle cave, portiamo nel mondo la bellezza del marmo bianco delle Alpi Apuane e della nostra città, Carrara», era una delle frasi del commento al video, pubblicato su YouTube con riprese professionali.Osserva però Legambiente: «Apprezziamo la fierezza e l'orgoglio dei cavatori per il proprio lavoro, ancorché retorica nei toni e nei contenuti, ma non possiamo accettare la tendenziosa attribuzione della chiusura (temporanea) delle cave a "un parere", anziché all'escavazione al di fuori dei limiti autorizzati, cioè ad una violazione di legge.

 

«SONO seriamente preoccupato. Non si rendono conto del danno che hanno fatto». Così Franco Barattini attende il verdetto della conferenza dei servizi in programa a Firenze per la prossima settimana poi decide il da farsi. Intanto la cava Michelangelo, quella del bianco che dette il materiale per i capolavori del genio del Rinascimento, resta chiusa perché senza autorizzazione. Per il momento Barattini sta fermo e con lui stanno fermi non soltanto i suoi venti operai, tutti a casa, ma nanche l’altra ventina di lavoratori delle ditte dell’indotto. «C’è da considerare – spiega Barattini – che non è chiusa soltanto la cava, ma ho dovuto mandare via anche le aziende per il trasporto terre, quella dei detriti, l’autotrasporto dei marmi. In tutto quattro ditte con una ventina di uomini in tutto che saranno a casa fino a che non si risolve questa situazione. Quello che mi fa rabbia è che la cava l’autorizzazione ce l’ha. Scadeva il 31 gennaio e per questo ad agosto abbiamo consegnato al Comune tutti i documenti per arrivare puntuali a quella data. Invece ora il Comune rimpalla le responsabilità alla Regione e noi imprenditori siamno in mezzo». DI TUTT’ALTRO genere le notizie che arrivano da palazzo civico dove l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli sostiene che il Comune non abbia alcuna responsabilità.

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VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
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