patrocinio comune

cosmave centro servizi




La Nazione (2633)

Il report della fiera è negativo in quasi tutti i mercati
LO STUDIO. Le cifre in rosso vengono segnalate a causa della crisi mondiale che ha investito tutti i mercati: il marmo era in crescita
addirittura dal 2009
Regno Unito. I valori più alti, 11% in più rispetto al 2015, sono stati registrati nel Regno Unito e anche la Francia non è andata male con un +7% assieme al Canada
MARMO: è arrivata la frenata. Nel 2016 export italiano in calo dopo sette anni di crescita. In tutto si è esportato 3.751.894 tonnellate di pietra ornamentale per un valore complessivo di quasi due miliardi di euro, registrando un calo del 5,6% in quantità e del 3,6% in valore. Per il marmo in particolare si tratta del primo calo a partire dal 2009 sia per i lavorati (-1,73%), sia per la quantità complessiva (-9,4%). «In seguito alla crisi economica mondiale, il settore lapideo italiano aveva ricevuto ossigeno da un forte aumento delle vendite all’estero dei lavorati in marmo ( +61%, se consideriamo il 2016 rispetto al 2009) grazie, soprattutto, alle vendite verso gli Stati Uniti». Spiegano dall’ufficio studi e ricerche della Imm commentando i dati Istat. Il settore lapideo italiano ha esportato, nel 2016, 829mila tonnellate di lavorati in marmo del valore di poco più di un miliardo di euro, di cui 335,4 milioni grazie alle vendite negli Usa (-7,4% in quantità, +0,5% in valore). Tuttavia i cali più significativi nell’export di lavorati di marmo sono stati registrati in Arabia Saudita (-41%) e Emirati Arabi Uniti (-19,3%). Importanti cali dell’export di lavorati di marmo anche sul mercato russo (- 21% in quantità, -17,5% in valore), in Svizzera (- 9,7% in quantità, -17% in valore) e in Germania (-6,9 in quantità, -6% in valore).
I PAESI che nel 2016 hanno trainato la domanda di lavorati in marmo, invece, sono: il Regno Unito che, ad oggi, è il paese che nell’unione europea fa registrare all’export italiano i valori più alti con 49,7 milioni di euro (+11% rispetto al 2015); la Francia, verso la quale sono state esportate 15 mila tonnellate di lavorati in marmo del valore di 33 milioni di euro (+7% rispetto al 2015); il Canada verso cui l’Italia ha esportato lavorati per un valore di 27 milioni di euro (+15,7%); il Messico per un valore di 21,3 milioni (+11,7%) e l’Australia (24,4 milioni di euro, +33,4%). Cala del 7,4% anche l’export di marmo in blocchi e lastre. «Proprio da alcuni di questi paesi a più alta crescita, Imm si è impegnata a far arrivare operatori, contractor e architetti in occasione di White Carrara Downtown che si svolgerà in centro dal 10 al 18 giugno», questo il commento di Fabio Felici, presidente di Imm-CarraraFiere. L’Italia, nel 2016, ha esportato verso il resto del mondo un milione e 180 mila tonnellate di marmo grezzo per un valore di quasi 315 milioni di euro, di cui 232 milioni realizzati grazie all’export verso l’area estremo orientale; Cina e India in testa per i valori rispettivi di 114 milioni (+5.9%) e 67 milioni di euro (-16,5%).

Eccellenze: «Accademia in lizza»

 «ACCADEMIA ancora in lizza per essere inserita tra le eccellenze». A parlare è Giancarlo Casani, presidente dell’Accademia di belle arti. «Il Ministero non ha bocciato Accademia e l’università. Questo il quadro giuridico relativo alla problematica: all’esame del Senato c’è il disegno di legge 233 del 2013 per la statalizzazione di alcuni istituti musicali pareggiati e di accademie di belle arti riconosciute.
È inserito l’articolo 2: siamo di fronte ad un disgno di legge molto datato in cui è prevista una delega al governo per il riordino della materia e degli organismi dedicati alla formazione artistica, musicale e coreutica. Esso
deve essere ancora approvato, e anche la legge delega, a maggior ragione non esiste legge delegata di applicazione». è ancora tutto in ballo: «Siamo convinti che l’Accademia sia un’eccellenza, unica nel suo genere nel mondo, di cui siamo orgogliosi, e abbia un valore storico primario e potenzialità enormi. Possiamo garantire che il direttore dell’Accademia, Luciano Massari, e il sottoscritto stiamo vigilando, minuto per minuto, a tutela della posizione e degli interessi dell’Accademia di belle arti a cui dedichiamo tutte le nostre energie, assieme al consiglio di amministrazione, al consiglio accademico, ai professori e a tutto il personale, perché le sia riconosciuto il ruolo che le compete».

– MASSA CARRARA –
LA RICOSTRUZIONE di uno dei protagonisti delle indagini che negli anni ’90 videro la magistratura apuana muoversi sulle infiltrazioni mafiose nel territorio apuano, indagini avviata dal giudice Augusto Lama, all’epoca sostituto procuratore della Repubblica a Massa. «Gli anni bui della Repubblica» (BookSprint Edizioni) è il libro di Piero Franco Angeloni, ex maresciallo della Finanza, presentato ieri a Firenze (dopo il vernissage a Palazzo Ducale a Massa, organizzato da Italia Nostra a cui prese parte anche il procuratore Aldo Giubilaro) nella sala Montanelli del Consiglio regionale da Giacomo Bugliani, consigliere regionale e avvocato, Augusto Lama e da Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale. Il libro raccoglie alcuni aneddoti della carriera professionale di Angeloni, gli istanti più intensi della vita dell’autore nelle Fiamme gialle. Tra questi, spicca l’indagine sulle infiltrazioni mafiose nella proprietà delle cave apuane. Angeloni era stato braccio destro di Lama in quell’inchiesta, ha spiegato di aver scritto il suo libro per amore di «giustizia e verità storica». «Il libro – ha spiegato Giacomo Bugliani – può essere uno strumento importante per provare a far luce su un periodo di storia recente: deve rappresentare per noi anche un invito a non abbassare la guardia sulle infiltrazioni mafiose in Toscana. Ringrazio Angeloni perché la sua testimonianza e il suo esempio di servitore dello Stato sono per noi una lezione da non dimenticare. E ringrazio il dottor Lama perché le indagini raccontate nel libro, fanno emergere una figura di magistrato coraggioso, una vita improntata alla passione civile». Il giudice Lama ha raccontato nei dettagli l’inchiesta principale di cui fu protagonista insieme al maresciallo, quella sulle infiltrazioni mafiose nelle società proprietarie delle attività estrattive negli anni ‘90. «L’indagine – ha spiegato Lama – prese il via quasi per caso, da confidenze negli ambienti lavorativi dei cavatori, circa la presenza di personaggi provenienti dalla Sicilia. Fu quello solo lo spunto, perché poi si trattò di un’inchiesta meramente economica-finanziaria che mise in luce come nelle società che gestivano il 70% delle attività nelle cave, attraverso l’infiltrazione della subentrata Calcestruzzi Ravenna, si potesse risalire a partecipazioni societarie dei corleonesi, in particolare di due mafiosi di spicco quali Buscemi e Bonura. Gli atti furono inviati alla Procura di Palermo che, in un primo momento sottovalutò la cosa, per poi riconoscerne l’intuizione sul finire degli anni ’90, acquisendola nel faldone del maxiprocesso».

Boom per le società di capitali: +11%

– MASSA CARRARA –
PICCOLE e medie imprese, picco a doppia cifra nei fatturati mentre le micro imprese continuano a fare una grande fatica. A tracciare il quadro della salute dell’economia apuana è l’undicesimo rapporto sui bilanci delle società di capitali relativo al 2015 elaborato dall’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio di Massa Carrara. In particolare le grandi e medie imprese hanno fatto registrare un aumento dell’11,4% dei fatturati così come sono stati molto positivi gli andamenti sui ricavi per le piccole imprese (+11,2%) mentre le micro aziende continuano a faticare a uscire dalla crisi, nonostante timidi segnali di ripresa (-5,5%). Una emorragia che ha portato alla chiusura di tante piccole realtà negli ultimi anni. «E’ vero, il fatturato delle micro imprese non cessa di scendere – analizza Vincenzo Tongiani, presidente Isr – ma notiamo anche una ritrovata vitalità. I piccoli imprenditori stanno tornando a scommettere e a investire consolidando la struttura con mezzi propri, cercando di tornare a produrre redditività tagliando i costi. L’aspetto più importante, che fa ben sperare, è lo sforzo che stanno facendo per far ripartire gli investimenti».
IL PRIMATO spetta sempre al settore dell’escavazione e della lavorazione del marmo che produce utili 7 volte maggiori rispetto alla media del territorio: per le imprese dell’escavazione gli utili sono il 13% dei rispettivi ricavi, per la lavorazione dell’8%. Situazione ancora negativa per la metalmeccanica malgrado fatturati importanti (+6%) mantiene una fragilità strutturale legata principalmente alla bassissima liquidità e al costo del lavoro. Segnali incoraggianti arrivano anche da edilizia e commercio. Le migliori performance del fatturato arrivano dall’agricoltura (+43%) e dai servizi non di mercato (+11,4%). L’unico settore che denuncia una contrazione dell’utile (-5,4%) è quello dei servizi di mercato.

«A spasso con la storia»: scoprire Avenza


«A SPASSO nella storia primavera 2017». I «Custodi della memoria», insieme all’Accademia Albericiana, agli amici dell’Accademia di belle arti, Dickens fellowship, Touring club italiano presentano una nuova passeggiata alla scoperta di Avenza, domenica alle 16 dalla Chiesa di San Pietro con Pietro Di Pierro.

ALLE le segreterie didattiche «Gentileschi», via Sarteschi-1 e «Tacca», via Tacca, 36,
sono aperte le iscrizioni ai corsi serali. Per informazioni rivolgersi direttamente alla segreteria: Artistico 0585 755.61 . Tacca 0585 714.21. Il modulo di iscrizione è scaricabile dal sito della scuola www.poloartisticogentileschi.gov.it


Vandali in azione al Cinquale. Le immagini delle telecamere
HANNO agito nella notte di venerdì: come «arma» una resina particolarmente micidiale, utilizzata in edilizia per impermeabilizzare i locali con cui hanno fatto un lavoro certosino. Il blitz dei vandali ha danneggiato il monumento sulla Linea Gotica al Cinquale, inaugurato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della sua visita nel 2004. «E’ stato un gesto grave e premeditato che mortifica la comunità. Hanno danneggiato un monumento che è il simbolo delle sofferenze di mamme e bambini che sono moralmente le nostre stesse famiglie», l’amaro commento del sindaco Gianni Lorenzetti sul folle gesto scoperto ieri mattina. «Abbiamo subito fatto un sopralluogo con la polizia municipale e i carabinieri – prosegue il sindaco – le operazioni di ripulitura non saranno semplici». Anche perchè i vandali hanno fatto un lavoro «professionale»: la resina è stata letteralmente spalmata sui volti delle statue e sui nomi dei caduti, come a volerli cancellare del tutto. E quel tipo di materiale «aggredisce» il marmo penetrando nelle porosità. Allo sdegno del sindaco Gianni Lorenzetti si aggiungono le riflessioni di Paolo Lenzetti del Movimento Cinque Stelle. «Chi ha compiuto questo gesto vile ha offeso le radici della storia, offendendo i caduti e gli ideali di democrazia e libertà nei quali noi del Movimento Cinque Stelle ci riconosciamo. Questo gesto è un insulto alla memoria di chi ha donato la vita per quei valori di democrazia e libertà che contraddistinguono il nostro territorio e la storia». Il danneggiamento del monumento della Linea Gotica ha colpito al cuore il territorio di Montignoso. Al sopralluogo erano presenti Lorenzo Gabrielli, Pier Giuseppe Berti, Piercarlo Albertosi, Cristiano Orsi, Alessio Felici e Oliviero Bigini e il comandante dei carabinieri di Montignoso maresciallo Alberto Poletti. Delicate e complesse le indagini dei carabinieri che, insieme alla polizia municipale, stanno visionando i filmati di alcune telecamere di sorveglianza della zona. E presto gli ignoti vandali potrebbero avere un nome e un volto.

Guerra fra vertici. L’attuale presidente offende anche i predecessori come Cascella, Zoppi, Laghi
NON CI STA Simone Caffaz a esssere preso di mira dall’attuale presidente dell’Accademia e dopo le dichiarazioni di Giancarlo Casani che ha puntato l’indice sul degrado dell’istituto, l’ex vertice ricorda quanto fatto durante il suo mandato.
«Il degrado di cui Casani parla – scrive Caffaz in una lettera aperta – è irricevibile non solo per me, ma anche per i predecessori Pietro Cascella, Mariella Zoppi e Anna Laghi, per i direttori Marco Baudinelli e Lucilla Meloni, per il personale, per i docenti e gli studenti. Per chi ha contribuito non a portare, ma a far uscire l’Accademia dal degrado e a restituirle il ruolo che le compete a livello nazionale e internazionale». A tal proposito Caffaz elenca i risultati: «Gli iscritti incrementati del 40%; la nuova sede all’ex giudice di pace; le convenzioni per Padula e Monterosso, il restauro e l’esposizione del patrimonio di gessi, quadri, documenti, il progetto per la gipsoteca con l’Università tedesca di Darmstadt; i bilanci certificati dai revisori dei conti e il nucleo di valutazione che ha definito l’Accademia un modello di struttura pubblica in Italia. Ancora caffaz cita il robot antropomorfo con commissioni per decine di migliaia di euro, un milione di finanziamenti pubblici e privati per il recupero delle aule di scenografia, la facciata dell’edificio lato via Verdi, il teatro anatomico e l’alloggio del custode. Ancora interventi al tetto, alle gronde, cambiate buona parte delle vetrate, commissionati due progetti per l’antincendio e la messa a norma della struttura. «Le abbiamo lasciato – prosegue Caffaz – in eredità svariate decine di migliaia di euro per proseguire i lavori. Non le abbiamo consegnato degrado, ma un gioiello. Siamo consapevoli che ci sia ancora molto da fare: i lavori di messa a norma di Palazzo del Principe, a cui le consigliamo di dare la priorità rispetto ad altri provvedimenti come “il cambio delle lampadine” e “l’acquisto di nuove sedie” perché di quelle vecchie non le piace il colore. Purtroppo, al di là del suo annuncio che tutto sarà fatto “entro il prossimo anno”, siamo spiacenti di annunciarle che per mettere a norma il Palazzo servirà molto più tempo, assieme a tante risorse di cui l’Accademia difetta e che le auguriamo di trovare meglio e più in fretta di quanto abbiamo fatto noi».
«ANCHE a noi è capitato di non veder accolti alcuni progetti, assieme a tanti altri che invece siamo riusciti a finanziare. Succede nella pubblica amministrazione, e non è un dramma se ci si mette subito a lavorare per finanziare il successivo, ma rischia di diventarlo se ci si incarta a cercare inesistenti responsabilità altrui per coprirne di proprie. Concludo questa lettera – chiude Caffaz sempre rivolto a Casani – permettendomi da darle un consiglio: stia certo che non rimarrà alla storia come il “salvatore” dell’Accademia ma, se sarà più sobrio nelle dichiarazioni e rispettoso del lavoro altrui, potrà essere ricordato come un buon presidente che ha proseguito nel percorso, iniziato già da anni, di recupero e rivalutazione della nostra straordinaria Accademia».

Pagina 1 di 264

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

We use cookies to improve our website. Cookies used for the essential operation of this site have already been set. For more information visit our Cookie policy. I accept cookies from this site. Agree