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L'Arena (149)


Lessinia Europa ha una lunga tradizione di coinvolgimento e ricerca sui temi ambientali che data ancora dagli anni Novanta. Emanuele Napolitano e Tomaso Bianchini si impegnarono in prima persona nella difesa della località Franciosi di Erbezzo e per la Valsguerza di Velo, simboli della Lessinia che sarebbero stati cancellati da cave se non ci fosse stata la mobilitazione di tante associazioni e soprattutto l’impegno documentale e maniacale di «Lessinia Europa» a cercare fra i risvolti delle carte e delle autorizzazioni regionali il bandolo della matassa che permise di vincere il ricorso al Tar e al Consiglio di Stato mettendo fine a un progetto che sarebbe stato la fine ambientale di quella porzione di Lessinia. (...)

http://www.larena.it/territori/lessinia/tutte-le-battaglie-vintedall-associazionecontro-i-progetti-di-cave-1.5452989

di Cesare Bonifazi

CARRARA Il deserto, la desolazione. Per Elvis Morelli, programmatore carrarino di 36 anni, la sua città non solo è “morta” ma andrebbe addirittura essere iscritta sullo Zanichelli come sinonimo di “fine” e “orrore”. Non è uno scherzo: tanto che ha avviato in questi giorni proprio una petizione su change.org, un sito internet gratuito di campagne sociali fondato nel 2007 negli Stati Uniti con oltre 175mila persone attive, in cui chiede alla Zanichelli, l’istituto che si occupa di redigere il famoso vocabolario, di annoverare un nuovo lemma tra le sue pagine. Ma la petizione arriverà direttamente all’Accademia della Crusca, l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana. «Ovviamente la mia è solo una provocazione - dice Elvis - Spero di non passare come un orco: io non odio Carrara, anzi la adoro: è una città meravigliosa. Ma vederne il suo declino per me è molto doloroso. È una cosa comica, nata per gioco». Elvis si definisce un tipo particolare: ha 36 anni e non ha il telefono ma, lavorando in rete, dice che non gli serve perché ha già troppi mezzi per comunicare. Non è impiegato in un’azienda e lavora da solo: in pratica investe su se stesso, sui suoi progetti. L’ultimo che sta per uscire è quello di un videogioco ambientato all’inferno. «Mi occupo di tanti progetti online - dice - e collaboro con tante realtà nel settore. Mi definisco un programmatore freelance ma quella dei videogiochi è la mia attività principale». Quella su Carrara, ammette, è soltanto una boutade: «Carrara non è diversa da altre piccole realtà italiane - dice - solo non dobbiamo illuderci che sia una città: è un dopolavoro per i cavatori. Dovrebbe essere città d’arte ma io vedo solo mostre degli orrori senza idee e senza vera espressione d’arte. Per fare un esempio: vedo tranci di marmo scempiati da martellate a caso, legni e assi incollate. Non sono arte ma solo l’espressione del disagio». «Il post è nato appunto come cosa comica tra me ed un paio di amici “nichilisti” che assistiamo al nulla più completo, alla morte civile - racconta - io stesso non saprei dove andare: ti basta girare nelle piazze e leggere i cartelli “affittasi” ovunque. Non c’è vita e la domenica non trovi neanche un bar per un caffè; i servizi non esistono. Dopo le 21 è aperto il kebab e ci sono due o tre locali semi vuoti. Quando ho fatto quel post non immaginavo uscisse dalla mia bacheca. Ma è comunque ciò che penso realmente: Carrara non ha via di uscita, e lo si vedrà presto, al massimo nei prossimi cinque anni. La politica e le amministrazioni sono una barzelletta da sempre, hanno delle responsabilità, ma i colpevoli come sempre sono i cittadini, a mio parere». La petizione è effettivamente uscito dalla stretta cerchia di amici ed è balzato nelle bacheche dei carrarini: alcuni erano divertiti, altri molto meno. Alcuni suoi concittadini hanno preso male le critiche e hanno scritto a Elvis messaggi di fuoco. Molte critiche e qualche attacco personale. «Si è diffuso questo messaggio solo perché è ridicolo - scrive Vinicia Tesconi - usare la foto di una delle piazze considerata tra le più belle d’Italia per sostenere il sinonimo Carrara-orrore rende ridicolo il suo autore. È fuori luogo». Ma a Elvis poco importa e risponde per le rime: «Quel post comico ha creato un disagio formidabile che ha tirato fuori lo specchio del “carrarino medio”. Gli unici ad averlo capito e ad averci riso su sono i giovani, quelli della terza età sono andati fuori di testa. Forse hanno un ricordo di Carrara molto antico e sono le stesse persone che chiamano i carabinieri se c’è la musica alta».

di Cesare Bonifazi

CARRARA Il deserto, la desolazione. Per Elvis Morelli, programmatore carrarino di 36 anni, la sua città non solo è “morta” ma andrebbe addirittura essere iscritta sullo Zanichelli come sinonimo di “fine” e “orrore”. Non è uno scherzo: tanto che ha avviato in questi giorni proprio una petizione su change.org, un sito internet gratuito di campagne sociali fondato nel 2007 negli Stati Uniti con oltre 175mila persone attive, in cui chiede alla Zanichelli, l’istituto che si occupa di redigere il famoso vocabolario, di annoverare un nuovo lemma tra le sue pagine. Ma la petizione arriverà direttamente all’Accademia della Crusca, l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana. «Ovviamente la mia è solo una provocazione - dice Elvis - Spero di non passare come un orco: io non odio Carrara, anzi la adoro: è una città meravigliosa. Ma vederne il suo declino per me è molto doloroso. È una cosa comica, nata per gioco». Elvis si definisce un tipo particolare: ha 36 anni e non ha il telefono ma, lavorando in rete, dice che non gli serve perché ha già troppi mezzi per comunicare. Non è impiegato in un’azienda e lavora da solo: in pratica investe su se stesso, sui suoi progetti. L’ultimo che sta per uscire è quello di un videogioco ambientato all’inferno. «Mi occupo di tanti progetti online - dice - e collaboro con tante realtà nel settore. Mi definisco un programmatore freelance ma quella dei videogiochi è la mia attività principale». Quella su Carrara, ammette, è soltanto una boutade: «Carrara non è diversa da altre piccole realtà italiane - dice - solo non dobbiamo illuderci che sia una città: è un dopolavoro per i cavatori. Dovrebbe essere città d’arte ma io vedo solo mostre degli orrori senza idee e senza vera espressione d’arte. Per fare un esempio: vedo tranci di marmo scempiati da martellate a caso, legni e assi incollate. Non sono arte ma solo l’espressione del disagio». «Il post è nato appunto come cosa comica tra me ed un paio di amici “nichilisti” che assistiamo al nulla più completo, alla morte civile - racconta - io stesso non saprei dove andare: ti basta girare nelle piazze e leggere i cartelli “affittasi” ovunque. Non c’è vita e la domenica non trovi neanche un bar per un caffè; i servizi non esistono. Dopo le 21 è aperto il kebab e ci sono due o tre locali semi vuoti. Quando ho fatto quel post non immaginavo uscisse dalla mia bacheca. Ma è comunque ciò che penso realmente: Carrara non ha via di uscita, e lo si vedrà presto, al massimo nei prossimi cinque anni. La politica e le amministrazioni sono una barzelletta da sempre, hanno delle responsabilità, ma i colpevoli come sempre sono i cittadini, a mio parere». La petizione è effettivamente uscito dalla stretta cerchia di amici ed è balzato nelle bacheche dei carrarini: alcuni erano divertiti, altri molto meno. Alcuni suoi concittadini hanno preso male le critiche e hanno scritto a Elvis messaggi di fuoco. Molte critiche e qualche attacco personale. «Si è diffuso questo messaggio solo perché è ridicolo - scrive Vinicia Tesconi - usare la foto di una delle piazze considerata tra le più belle d’Italia per sostenere il sinonimo Carrara-orrore rende ridicolo il suo autore. È fuori luogo». Ma a Elvis poco importa e risponde per le rime: «Quel post comico ha creato un disagio formidabile che ha tirato fuori lo specchio del “carrarino medio”. Gli unici ad averlo capito e ad averci riso su sono i giovani, quelli della terza età sono andati fuori di testa. Forse hanno un ricordo di Carrara molto antico e sono le stesse persone che chiamano i carabinieri se c’è la musica alta».

Aumenta del 103% la Cassa integrazione

Analisi relativa al mese di ottobre pubblicata dalla Uil. Borghini: segnale della profonda crisi apuana

CARRARA Cassa integrazione, tempo di bilanci per il 2016 e, purtroppo, il saldo è negativo per Massa Carrara. È quanto emerge dalla decima analisi inserita nel report nazionale della Uile relativa al mese di ottobre. Per quanto riguarda la provincia apuana, infatti, ottobre ha fatto registrare un’impennata clamorosa del ricorso all’utilizzo delle ore di Cig, addirittura il 103,3% in più rispetto al precedente mese di settembre. A spiegare i numeri è Franco Borghini, segretario della Uil Area Nord Toscana. «Sebbene in diminuzione rispetto al 2015 i dati della cassa integrazione, pur con variazioni mensili spesso sensibili, rimangono costantemente alti, segno che complessivamente la crisi, sebbene attenuata, permane. Rispetto a settembre le ore di cassa integrazione richiesta nel mese di ottobre (ordinaria, straordinaria, in deroga) registra un aumento del 7% con un totale nazionale di 43,5 milioni (pari a circa 256.000 posti di lavoro salvaguardati). Il problema è che invece si assiste a un aumento della cassa integrazione straordinaria, aumentata del 22%. Stiamo parlando dello strumento principale per governare le ristrutturazioni aziendali. Il segnale non è certo incoraggiante». A Massa Carrara a ottobre rispetto a settembre le ore cassa complessive sono state 285.476 (+ 103,3% ), a Lucca - altra provincia analizzata dalla Uil - 195.379 (+ 13,3%). «In entrambe le province - prosegue Borghini - registriamo un aumento su base mensile sensibile con una forte accentuazione a Massa Carrara che, pur essendo provincia più piccola, richiede rispetto a Lucca oltre 90.000 ore di cassa integrazione. Questo la dice lunga sulla profondità della crisi apuana». C’è certamente una lettura più approfondita da fare e la Uil Area Nord Toscana prova a interpretare le variazioni dei dati tastando il polso ai vari settori produttivi e per il territorio apuano l’impennata corrisponde alla fine dei lavori stagionali: «In particolare l’aumento significativo di Massa Carrara può essere letto con il metro della stagionalità in una provincia in forte crisi - sottolinea poi Borghini - Non aumenta significativamente l’industria, mentre scostamenti significativi riguardano più il commercio e l’edilizia (finita la stagione estiva con settembre)».

 

Un 2016 positivo per la azienda meccanica di Pescantina produttrice di impianti di trattamento acque e macchien per lavorare la pietra

 

La Fondazione Conti, seguita in particolare da Franca Conti e dal marito Fabrizio Ponzanelli, è davvero un’oasi felice nel panorama dell’offerta culturale cittadina e in generale dell’intera provincia. Un calendario di qualità, con mostre mirate, alternando il contemporaneo con uno sguardo sul passato. E poi concerti nello splendido giardino. Dal Grand Tour alle foto su Michelangelo fino all’esposizione del Giovanni Battista di Vangi: mostre azzeccate, di spessore. E in futuro ne arriveranno altre.

 

Marmo e granito L'export veronese è in crescita

Il distretto di Verona del marmo e settore lapideo, profondamente colpito dalla crisi di fine 2008 e 2009 con numero delle aziende dimezzato, continua comunque a vantare il 27 per cento dell’esportazioni complessive di materiali lapidei lavorati e semilavorati, frutto di imprese capaci di fronteggiare momenti negativi ma anche di innovarsi continuamente per rimanere competitivi. Non a caso il 2015 si è chiuso con una crescita del 10,8% nelle esportazioni (432,5 milioni di euro contro 390,4 milioni di euro del 2014),
http://www.larena.it/home/economia/economia-veronese/marmo-e-granito-l-export-veronese-%C3%A8-in-crescita-1.5366942

Stone Italiana fa rivivere l'ex cinema di Rimini


L'azienda di Zimella è stata scelta per la ristrutturazione di Palazzo Valloni
Per il recupero del palazzo forniti 500mq di pavimenti e rivestimenti per il foyer
Commesse a Londra e Parigi

Si rafforza il marmo

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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