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Cava Medicea, pratica ancora aperta

12 Agosto 2017
K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Forte Seravezza Stazzema

Salvatori: abbiamo chiesto all'ufficio urbanistica di approfondire la questione

SERAVEZZALa procedura amministrativa relativa alla riattivazione di Cava Medicea - Inferiore e Superiore - sul Monte Costa è ancora aperta e al vaglio degli uffici comunali. È la specifica che giunge con nota stampa dal vicesindaco Valentina Salvatori, che interviene sulla vicenda dopo le considerazioni del Movimento 5 Stelle. «L'amministrazione ha ben presente la procedura in corso - spiega Valentina Salvatori, che ha la delega all'urbanistica - ed è consapevole della necessità di affrontare e risolvere i problemi di sicurezza del fronte connessi ad un elevato rischio frana sopra il Torrente Vezza, da un lato, e dei problemi altrettanto seri legati all'impatto che l'attività estrattiva avrebbe sul territorio, dall'altro lato». In particolare - va ricordato - la cava si trova proprio sopra l'Area Medicea, Patrimonio Unesco. «Abbiamo dato mandato all'ufficio urbanistica - prosegue Salvatori - di chiedere un approfondimento non solo sotto il profilo paesaggistico ma in generale sugli importanti valori in gioco, con l'intento di stimolare su questo una riflessione e un confronto con Regione e Provincia, che negli anni hanno effettuato diversi sopralluoghi e ben conoscono la situazione». I 5 Stelle avevano fatto presente che proprio in questa fase si rendeva necessario il coinvolgimento della popolazione, e non ad autorizzazioni rilasciate. Il piano di coltivazione prevede, se rilasciata l'autorizzazione, una durata di 16 anni per un totale di oltre 300 mila mc di materiale estratto nelle cave, oltre all'asportazione del ravaneto che incombe sul Mediceo. «Il Piano regionale delle attività estrattive del 1997 riconosce il Monte Costa come area estrattiva. In sede di elaborazione del nuovo Prae, tra 2003 e 2007, il Comune condivise con la Regione la scelta di escludere il Monte Costa dalle aree estrattive, ma la previsione non ebbe attuazione - ricorda Salvatori - a causa della mancata pianificazione da parte della Provincia. Solo di recente, però, l'area è rientrata nel perimetro di area contigua del Parco. Secondo gli uffici comunali questo fatto, unitamente all'entrata in vigore del nuovo Piano per il Parco, comporta l'obbligo di acquisire l'autorizzazione paesaggistica, prima non prevista. Tale autorizzazione dovrebbe andare a ampliare il contenuto istruttorio della procedura in corso». (t.b.g.)

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