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La grande crisi è passata ecco i segnali di ripresa

13 Marzo 2018
K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Viareggio

 

ECONOMIA»IL REPORT DEL CENTRO STUDI
LUCCA "Adda passà 'a nuttata" diceva de Filippo in Napoli milionaria. E ora che l'alba della ripresa sembra davvero affacciarsi sugli anni di tenebra dell'economica lucchese (e toscana), le imprese sopravvissute allo tsunami della crisi mostrano interessanti segni di vitalità: ricavi in leggero aumento, crescita del valore aggiunto, diminuzione dei costi esterni, recupero della marginalità lorda nonostante l'incidenza del costo del personale sia in salita. Cresce infine la redditività netta, grazie anche alla contrazione degli oneri finanziari e fiscali. Lo studio. È questo il quadro che emerge dall'analisi dei bilanci di 2.103 imprese manifatturiere dell'area Lucca-Pistoia-Prato. Lo studio è realizzato da Confindustria Toscana Nord per la decade 2006-2016. Occorre fare una premessa: il campione preso in esame è costituito dalle aziende già esistenti nel 2006 e ancora attive dopo un decennio. In pratica tutte quelle sopravvissute alla crisi: da quest'analisi, dunque, sfuggono le società nate nel corso del decennio così come le tante "morte" nel periodo nero. Per questo sfuggono diversi dati utili a disegnare un quadro d'insieme della situazione economica e del tessuto produttivo prima e dopo la crisi: diventa impossibile, ad esempio, fare un ragionamento sulla tenuta complessiva dei livelli occupazionali. Allo stesso modo lo studio fornisce parecchi elementi utili per capire come si presentano all'alba della ripresa le aziende che sono ancora sul mercato e ci dice cosa ha funzionato e cosa è cambiato (in meglio o in peggio)in questi dieci anni. Settori e territori. Anche guardando al periodo più breve (differenza tra 2015 e 2016) il valore aggiunto nel territorio della Toscana Nord ha fatto registrare una crescita del 6,6%, con le migliori performance a Pistoia (+9,6%) e a Lucca (+8,2%), mentre è stata più lenta la crescita a Prato (+2,1%), dove si paga ancora dazio alla crisi del tessile. Andando ai singoli settori, caratteristici del nostro territorio (e restando al differenziale 2015-2016), il dato che emerge con più forza è quello della nautica, dove la crescita del valore aggiunto ha superato il +30%. Ma è un dato da interpretare: una simile crescita percentuale arriva dopo un periodo nerissimo per il settore. Si partiva insomma da numeri molto bassi. Mentre il +11,5% del settore cartario (e nello specifico il +18% del tissue) o il +5,4% della meccanica per la carta, rappresentano valori molto importanti, visto che si parla di ulteriore crescita arrivata dopo anni di valori positivi, crisi o non crisi.Il peggio è passato. «Gli anni della crisi sembrano ormai superati», ha spiegato il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi, che però non ha mancato di evidenziare le criticità ancora presenti, in particolare il fatto che le migliori performance siano concentrate essenzialmente nelle aziende medio-grandi, che l'incidenza del costo del lavoro sia cresciuta rispetto al periodo pre-crisi e che i vantaggi siano concentrati nelle voci di bilancio che riguardano il carico fiscale e gli oneri finanziari (con un calo di entrambe le voci che ha inciso in positivo).


LUCCA I segnali di ripresa riguardano l'intero territorio di competenza di Confindustria Toscana Nord. Il dato migliore è quello di Pistoia, che presenta - come spiegato da Enrico Mongatti e Renzo Vettori, molti elementi di continuità con il territorio lucchese, per quanto riguarda il tipo di produzione (basti pensare al settore cartario e a quello metalmeccanico), oltre a proprie lavorazioni (come legno e mobile) che hanno fatto registrare un andamento positivo. Fra il 2015 ed il 2016 la redditività a Pistoia ha continuato la risalita iniziata nel 2015 (da 5,6% nel 2015 a 6,5% nel 2016), e altrettanto diffusi sono i segnali di rafforzamento dell'autonomia finanziaria come è testimoniato dal rapporto mezzi propri/totale finanziamenti (in crescita il valore mediano da 20,6% a 21,1%). Il rapporto fra margine operativo lordo (il Mol) e valore aggiunto è aumentato di 2,9 punti, che fa vedere come l'incidenza degli utili sia mediamente cresciuta a Pistoia più che nel resto dell'area, così come la variazione di valore aggiunto tra il 2015 e il 2016 è stata del 9,6% in più.Crescita, ma più lenta, a Prato. Con ricavi nel tessile che hanno confermato i livelli del 2015, ha tenuto la marginalità operativa lorda: il 6,6% del 2016, resta appena al di sotto (un -1,6%) del dato del 2015 e comunque fra i dati migliori del decennio. Il valore mediano della redditività netta si è attestato al 7%, con valori settoriali generalmente in crescita ma su livelli diversi, grazie alla riduzione del costo dell'indebitamento e a una minore incidenza delle imposte. Evidente anche il processo di rafforzamento patrimoniale (il valore mediano passa dal 22,8% del 2015 al 24,8% del 2016), mentre la variazione percentuale del valore aggiunto è stata del 2,1 in più tra il 2015 e il 2016.

 

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Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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