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Sarà il giudice a decidere il destino delle cave

13 Marzo 2018
K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Seravezza

 

dimessi i consiglieri che rappresentavano i residenti
SERAVEZZA All'inizio sembrava una contrapposizione fra la comunità della montagna di Seravezza e la società di marmo Henraux Spa. Si è invece trasformata in una guerra interna ai residenti, che ha provocato una spaccatura fra i paesani della collina e le dimissioni in blocco del Consiglio di Asbuc. Un fatto che forse darà ancora più vantaggio alla società di Querceta, nel processo in corso davanti al Commissario per gli usi civici di Roma. L'ipotesi più accreditata è che si vada ad una sentenza. Cioè, il giudice potrebbe esprimersi senza altre udienze o altri tentativi di accordo. In ballo ci sono ancora molti ettari di terreno fra cui alcune cave di marmo bianco. C'è poi un'altra questione: il destino di Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico). Sarà commissariato, o saranno indette nuove elezioni? Dovrà decidere la Regione Toscana. I consiglieri dimissionari hanno già formalizzato il loro passo sia al comune di Seravezza che al Presidente Enrico Rossi e all'Avvocatura regionale. «Sarà la Regione a sciogliere questo nodo - spiega l'ormai ex presidente di Asbuc Gabriele Stagi - e ad indicare cosa dovrà essere fatto». Un'ipotesi è quella di un commissario pescato dal palazzo comunale. Un aspetto invece è certo. I consiglieri dimissionari non si candideranno di nuovo. «Siamo rimasti molto amareggiati dall'indifferenza di tante persone - spiega Stagi - Abbiamo organizzato sette assemblee sperando che la gente capisse l'importanza della questione, invece l'affluenza a questa sorta di referendum è stata bassissima. Un altro motivo è che da 5 anni stiamo lottando contro Henraux, e adesso di intraprendere un'altra lotta interna con una parte della popolazione non ce la sentivamo più». Tuttavia, con il gruppo di Stagi rischia di cadere la missione primaria dell'Asbuc. Un merito che gli va riconosciuto è quello di aver ripreso in mano i boschi di Seravezza per farne una risorsa. Si era infatti iniziato a reinvestire sui terreni incolti della montagna. Il dibattito con Henraux era solo una parte del processo di reintegro delle terre di uso civico. Asbuc al momento ha in dote circa 100 ettari di terreni. E grazie al supporto di Asbuc è stata costituita una cooperativa, La Mulattiera: undici soci di cui 5 che lavorano e vivono dei progetti portati avanti della coop. La questione aperta con Henraux non inficerà tutto ciò. Già nel 2014 si era giunti ad una sentenza, ma parziale: il commissario era riuscito a ricostruire - grazie alle perizie - che solo 172 ettari su 540 erano di proprietà dell'Henraux. Il resto andava ancora approfondito e sentenziato in seguito. Adesso siamo vicini all'ora della verità. Tiziano Baldi Galleni

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