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Il Tirreno (2210)

I dati: -5.6% in quantità e -3.6% in volumi sul 2015
Non si registravano flessioni dal 2009

CARRARA Nel 2016, il settore lapideo italiano ha esportato 3.751.894 tonnellate di pietra ornamentale per un valore complessivo di 1.988.498.635 euro, registrando un calo del 5,6% in quantità e del 3,6% in valore rispetto al 2015. Tutte le categorie merceologiche di pietra ornamentale hanno contribuito a definire questo calo delle vendite e, in particolare per il marmo, questo risulta essere il primo calo dal 2009 . Nel 2016, registriamo rispetto all'anno precedente e per la prima volta dal 2009, un leggero calo dei valori esportati per il marmo lavorato (-1,73%) ma un calo ben più evidente in termini di quantità (-9,4%) nonostante un crescente apprezzamento di questo materiale da parte del mondo dell'architettura e del design. Il settore lapideo italiano ha infatti esportato, nel 2016, 829 mila tonnellate di lavorati in marmo del valore di poco più di un miliardo di euro, di cui 335,4 milioni grazie alle vendite negli Usa (-7,4% in quantità, +0,5% in valore). Gli Usa stanno considerevolmente aumentando le importazioni di questa categoria merceologica dalla Cina che risulta oggi, per gli Usa, il secondo paese di approvvigionamento per i lavorati in marmo dopo la Turchia se consideriamo i quantitativi e il terzo, dopo Italia e Turchia, se consideriamo i valori, con una quota di mercato Usa pari al 22%. Tuttavia i cali più significativi nell'export di lavorati di marmo sono stati registrati in Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Il valore dell'export italiano di lavorati di marmo in Arabia Saudita è passato dal valore di 69 milioni di euro nel 2015 a 40,7 milioni nel 2016 (- 41%) mentre quello verso gli Eau è passato da quasi 58 milioni nel 2015 a 46,7 milioni nel 2016 (-19,3%). Importanti cali dell'export di lavorati di marmo anche sul mercato russo (- 21% in quantità, -17,5% in valore), in Svizzera (- 9,7% in quantità, -17% in valore) e in Germania (-6,9 in quantità, -6% in valore). I paesi che nel 2016 hanno trainato la domanda di lavorati in marmo, invece, sono: Il Regno Unito che, ad oggi, è il paese che nell'unione europea fa registrare all'export italiano i valori più alti per questa categoria merceologica, per un valore, nel 2016, pari a 49,7 milioni di euro (+11% rispetto al 2015); la Francia, verso la quale sono state esportate 15 mila tonnellate di lavorati in marmo del valore di 33 milioni di euro (+7% rispetto al 2015); il Canada verso cui l'Italia ha esportato lavorati per un valore di 27 milioni di euro (+15,7%); il Messico per un valore di 21,3 milioni (+11,7%) e l'Australia verso cui sono stati esportati lavorati di marmo del valore di 24,4 milioni di euro (+33,4%). «Proprio da alcuni di questi paesi a più alta crescita, IMM si è impegnata a far arrivare operatori, contractor e architetti in occasione di White Carrara Downtown che si svolgerà a Carrara dal 10 al 18 giugno» commenta Fabio Felici- Presidente di IMM-CarraraFiere che annuncia l’arrivo « tra gli altri, delegati dagli Usa, dal Messico, Vietnam e Iran al fine di massimizzare la probabilità di successo commerciale degli incontri di business aziendali che stiamo organizzando in quella occasione per le nostre aziende del comprensorio lapideo apuo-versiliese». Cala del 7,4% anche l'export di marmo in blocchi e lastre. L'Italia, nel 2016, ha esportato verso il resto del mondo un milione e 180 mila tonnellate di marmo grezzo per un valore di quasi 315 milioni di euro, di cui 232 milioni realizzati grazie all'export verso l'area estremo orientale; Cina e India in testa per i valori rispettivi di 114 milioni (+5.9%) e 67 milioni di euro (-16,5%). Risultano in calo dell'8% anche le importazioni a testimonianza di un'attività commerciale rallentata. l'unica voce in aumento riguarda l'import di lavorati in granito per un valore di quasi 60 milioni di euro (+8,8%) su un import nazionale complessivo di pietra ornamentale di 384 milioni.

Agri, per il regolamento 15 giorni

È il tempo che avrà a disposizione la Commissione Marmo per varare il testo


di Cinzia Chiappini
CARRARA Tempi stretti anzi strettissimi per il Regolamento degli Agri del comune di Carrara. Dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del comma 2 dell'articolo 32 - quello sui Beni Estimati - della legge regionale sulle cave (la 35/2015) l’amministrazione carrarese e la commissione Marmo del municipio attendono la “revisione” della norma messa a punto dalla squadra di Enrico Rossi per procedere al perfezionamento del regolamento comunale. Il problema è che i tempi della Regione sono piuttosto lunghi e rischiano di non coincidere con quelli del municipio. Il rischio è che la commissione Marmo di Cristiano Bottici (Pd) non abbia il tempo materiale per approvare il testo prima del voto. «Noi siamo pronti, stiamo solo aspettando che la giunta regionale esamini la “revisione”della 35» ha dichiarato Bottici, senza nascondere la delusione per le lungaggini della Regione. La giunta toscana dovrebbe discutere la revisione della 35 martedì 14 aprile: lo conferma Stefano Baccelli (Pd) presidente della commissione regionale Territorio e Ambiente che, pur usando il condizionale sulle scadenze, assicura che «l’amministrazione toscana ha presente il problema di Carrara». Gianni Anselmi (Pd), presidente della commissione regionale Cave, garantisce che sono in corso «le ultime valutazioni» e l’atto sarebbe «in dirittura di arrivo». Per completare l’iter regionale poi servirà almeno un altro mese ma questo poco importa a Piazza Due Giugno, che si accontenta di un testo deliberato dalla giunta. Se la scadenza del 14 aprile sarà confermata, il tempo a disposizione dell’amministrazione carrarese sarà comune risicato. Il voto è dietro l’angolo e si terrà a giugno: la campagna elettorale inizierà dunque i primi di maggio, con conseguente rallentamento delle attività politica del municipio. In pratica per “correggere” il Regolamento degli Agri, adeguandolo alla revisione della legge 35, la Commissione Marmo potrebbe avere a disposizione giusto un paio di settimane, le ultime di aprile. Non molto per un argomento così delicato. E pensare che non solo le due amministrazioni hanno lo stesso colore politico ma tutti i “protagonisti” di questa vicenda - l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, i due commissari regionali Baccelli e Anselmi e il loro “omologo” carrarese Bottici - sono esponenti del Pd, con il presidente della commissione Cave che veste anche i panni di commissario del Pd locale. Eppure, alla fine, il rischio è che l’onore - o forse l’onere? - di varare il Regolamento degli Agri passi ai prossimi inquilini di PIazza Due Giugno.

Giornetti ricomincia con l’interior design

A un anno dopo il divorzio da Ferragamo lo stilista presenta una collezione con Fiammetta Vanelli

CARRARA L’eccellenza apuana, unita, in un ambizioso progetto di interior design. Lo stilista Massimiliano Giornetti firma la sua prima capsule collection di interior design. E sigla una inedita collaborazione con Fiammetta Vanelli e le realtà toscane Fiammetta V.Home Collection e Turini & Werich. La collezione, made in Tuscany, sarà presentata mercoledì prossimo a Milano, nel corso della prossima edizione della Milan Design Week

Scoperto che alcune gallerie sforano nell’area protetta del Parco delle Apuane
Putamorsi: «Chi viola le regole dovrebbe essere sospeso per almeno 6 mesi»

di Libero Red Dolce

MASSA In arrivo un’altra sospensione per una cava massese, si tratta di cava Romana. Ad annunciare il provvedimento il presidente del Parco delle Alpi Apuane Alberto Putamorsi, che aggiunge: «Ho chiesto alla Regione che chi viola le regole abbia una sospensione di almeno 6 mesi. Non so se mi ascolteranno». Il provvedimento sarà annunciato in settimana, ha spiegato il presidente durante un’audizione durante in Commissione Ambiente, quando il Parco pubblicherà un’ordinanza di sospensione di attività e di ripristino dell’area abusiva. A spiegare il perché è il numero due del Parco delle Apuane, l’architetto Raffaello Puccini. «A dicembre 2015 scadeva l’autorizzazione, ma nella primavera 2016 abbiamo fatto un sopralluogo congiunto con il Comune. Abbiamo rilevato delle difformità sul fatto che molte delle gallerie avevano sforato nell’area del Parco». E su questo punto esiste un contenzioso tra i gestori della cava e il Parco. «Nel 2010 – aggiunge Puccini – furono fissati e imposti i limiti cartografici dell’area del Parco, che però sono stati rivisti con precisione con l’aiuto delle tecnologie Gis. La proprietà rivendica un errore in buona fede, per così dire, ma il limite attuale è quello reale. In ogni caso adesso bisogna arretrare e ripristinare ciò che è stato fatto difformemente. Per le gallerie che arrivano e sforano nell’area parco bisognerà chiudere e rimettere la situazione a posto». Un intervento relativo, perché si potrà procedere con un ripristino, chiusura e riempimento della galleria. Chiaro che il marmo estratto sarà difficile riattaccarlo alla montagna. In più si dovrà presentare un piano che tenga conto dei limiti rivisti per l’escavazione. Continua insomma i provvedimenti di sospensione nelle cave massesi, con una frequenza notevole. Stimolato dal consilgiere Giancarlo Casotti sull’eventuale appropriatezza dei numeri dell’organico, osì ha riassunto Putamorsi l’attuale situazione: «Non è che a Massa si facciano le cose, anche se c’è la maggiore percentuale di attività estrattive non conformi a disposizioni. Non è che siano più indisciplinati, ci sono più controlli. Unita a una buona sinergia tra gli uffici tecnici del Comune e noi che altrove non c’è. Rimane comunque un problema di organico, dato che noi abbiamo a disposizione soltanto 4 guardie forestali che devono occuparsi anche di molti altri problemi». A questo proposito il presidente della commissione Nicola Cavazzuti ha fatto notare come «i controlli sui piani di escavazione possono farli anche Asl e Arpat oltre che il Comune e il Parco. Sarebbe un aumento delle forze disponibili invece di affidarsi in via esclusiva alle quattro guardie». Putamorsi in questo senso sostiene di aver chiesto alla Regione di poter assumere di assumere, a spese del Parco, altre due guardie. Da Firenze avrebbero risposto picche. C’è poi quello che Puccini ha definito “un paradosso assurdo” e che cioè un’area che ha subito un abuso che viene in seguito ripristinato tornerà disponibile per l’escavazione. «Il Parco ne ha fatte diverse di sospensioni – spiega Putamorsi – ma bisogna anche essere cauti. In tutti i casi i proprietari sospesi hanno fatto ricorso al Tar. Al momento ne abbiamo ben 20 aperti. Di solito vinciamo, ma quelle volte che perdiamo, dobbiamo sborsare molti soldi per le spese legali. E per un ente con un bilancio limitato come il nostro è un problema non da poco».

Imbrattata la statua della Linea gotica

Qualcuno ha spalmato della resina che non si riesce a rimuovere
Il sindaco e i Cinque Stelle accusano: «È stato un gesto premeditato»

MONTIGNOSO Un gesto premeditato: non hanno soltanto imbrattato il monumento alla Linea gotica, che simboleggia la resistenza della gente di Montignoso durante la Seconda guerra mondiale, lo hanno oltraggiato spalmando una sorta di resina che al primo tentativo non è andata via. Ci vorrà una ditta specializzata per rimuovere quel materiale dal marmo bianco che raffigura il dolore di una madre per la morte dei suoi figli, anche se il sindaco Gianni Lorenzetti teme che bisognerà far intervenire uno scultore: «Non so se riusciremo a far tornare candido il monumento. Sono preoccupato e deluso da chi ha oltraggiato la nostra memoria. Non sono vandali, qui hanno voluto infangare la nostra medaglia d’oro al valore civile». E gli fa eco il rappresentante dei Cinque Stelle Paolo Lenzetti: «La sofferenza della popolazione e dei partigiani merita il ricordo e il rispetto, denunciamo questo vile atto contro la statua del Cinquale che ricorda le angherie subite durante il periodo della linea gotica. Vanno contro la democrazia». Era ottobre del 2004 quando l’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita nella nostra provincia, rese omaggio al monumento. Altre volte qualcuno aveva tentato di danneggiarlo, ma nessuno era arrivato a un gesto premeditato come questo. Chi ha sporcato i volti della madre e degli altri personaggi si è portato quella sorta di cementite da casa. Eppoi ha imbrattato con cura la scultura. Ieri mattina l’idropulitrice, che altre volte aveva funzionato, si è dovuta arrendere alla resistenza della patina, così è stata contattata una ditta specializzata che farà un tentativo nei prossimi giorni (forse già in giornata). Se non si avrà il risultato sperato toccherà a uno scultore riportare il monumento alle sue origini.

«Perché i ritardi su Cava Fornace?»

Il Comitato di Montignoso all’attacco: «Non si dovevano aspettare quindici giorni»

MONTIGNOSO Il Comitato dei Cittadini di Montignoso interviene nuovamente su Cava Fornace a seguito di quanto scritto dal segretario Pd Petracci. «Il Comitato - si fa notare - avrebbe piacere di sentire cosa pensano, pubblicamente, anche gli altri partiti della maggioranza montignosina, di fronte alle ripetute inottemperanze gestionali della discarica. Il Comitato dei Cittadini è un gruppo totalmente apartitico e conduce la sua battaglia a tutela della collettività e non ha alcun interesse di tornaconto politico. Nella lettera menzionata da Petracci nel suo articolo e così, dice, urgentemente inviata in data 10 marzo scorso dal sindaco alla Direzione Ambiente Energia, si chiede agli uffici regionali di attivarsi nei controlli perché, a seguito della relazione Arpat a lui pervenuta il 23 febbraio, ben 15 giorni prima, risultano anomalie gestionali della discarica di cava Fornace e la presenza di inquinanti nei pozzi di controllo. Perché ha atteso così tanto prima di prendere questa decisione?». E aggiunge il comitato: «Il sindaco Gianni Lorenzetti e Marino Petracci continuano ad intervenire su Cava Fornace, in maniera sfuggente e fuorviante, chiedendo e demandando ad altri enti risposte urgenti, quando esiste una commissione comunale, di cui fa parte lo stesso Petracci, che potrebbe assolvere pienamente ai suoi compiti di controllo se avesse a disposizione un minimo di fondi, magari presi dal recupero dei 300 mila euro che Programma ambiente Apuane deve al Comune e tuttora in sospeso, nonostante il Sindaco, in occasione del consiglio comunale aperto alla cittadinanza, si fosse solennemente impegnato ad obbligare Programma Ambiente Apuane ad un celere pagamento di quanto dovuto per le royalties. Il Comitato sta chiedendo da tempo di inasprire i controlli sulla discarica e di controllare le acque superficiali e in falda, anche fuori dal perimetro della discarica e questo lo potrebbe, anzi, lo deve fare il Sindaco, nella sua veste di responsabile della salute pubblica, senza bisogno di aspettare eventuali decisioni da Firenze. Questo non avviene con l'Amministrazione del Comune di Pietrasanta che ha da subito richiesto nuove analisi per la verifica del triclorometano nei pozzi ed ha presentato un esposto alla Procura e una comunicazione alla Regione, sulle inadempienze del gestore della discarica. Il sindaco di Montignoso, invece, ha atteso 15 di giorni per decidersi a inviare una lettera alla Regione, sicuramente spinto dal crescente malcontento popolare e dalle critiche che gli giungono da più parti verso la sua riluttanza ad intervenire nei confronti di Programma Ambiente Apuane. Il Comitato rinnova l'invito a tutta la cittadinanza, a tutti gli abitanti dal Cerreto al Cinquale, ad essere vigili e presenti, per evitare che il nostro territorio si trasformi in un posto insalubre, con le falde acquifere avvelenate e il mare inquinat

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I racconti dell’arte In Accademia


Assunta Porciani
Venerdì 31 marzo, settimo appuntamento de I racconti dell’arte. Ciclo di incontri e proiezioni con artisti, autori, curatori e personalità della cultura, a cura di Gaia Bindi e Lucilla Meloni, Accademia di Belle Arti di Carrara. Venerdì sarà la volta della conferenza di Assunta Porciani, direttrice dell’Archivio della Quadriennale di Roma, su Gli Archivi d’Arte del Novecento a Roma e nel Lazio Saluto del Direttore Luciano Massari. Introduce Lucilla Meloni; l’appuntamento è nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, ore 15-17 Assunta Porciani è stata coordinatrice scientifica, per La Quadriennale di Roma, del volume Guida agli archivi d’arte del ’900 a Roma e nel Lazio (Palombi Editori, Roma 2009). Il libro costituisce un primo fondamentale censimento di circa 150 archivi del ’900 relativi ad artisti, storici e critici, gallerie, fondazioni, associazioni artistiche e culturali, conservati da privati e da istituzioni pubbliche a Roma e nel Lazio. La Guida vuole essere uno strumento utile per ricercatori, collezionisti, case d’asta e non solo, per orientarsi nel panorama spesso intricato e inesplorato degli archivi di artisti e di critici d’arte, attivi principalmente nel Lazio durante il XX secolo. Da Pietro Canonica a Giacinto Cerone, da Antonio Mancini ad Afro, da Scialoja a Severini, Capogrossi, Schifano. Il volume contiene anche notizie utili sulle “carte” di una ventina di storici dell’arte, da Argan a Venturi, da Filiberto Menna a Mario Quesada. Si aggiungono anche i dati, talvolta sconosciuti, indispensabili a ricostruire l’attività di 20 famose gallerie d’arte e di storiche associazioni culturali o fondazioni attualmente non più attive: dalla Tartaruga a L’Obelisco, da Valori Plastici all’Art Club, che costituirono capitoli importanti e significativi dell’arte del Novecento italiano.Per ciascun archivio, oltre a una biografia breve e a una bibliografia essenziale del soggetto descritto, vengono indicate le tipologie di documentazione conservate, con un dettaglio sullo stato di ordinamento, sulle condizioni di accesso e sugli strumenti per la consultazione. L’opera - la prima in Italia nel suo genere - ha richiesto due anni di ricerca, condotta dall’Archivio Biblioteca della Quadriennale, con il contributo della Regione Lazio, sotto la supervisione scientifica di Assunta Porciani e con la collaborazione di Gisella Conte e di Michela Gianfranceschi. Assunta Porciani, dal 2002 è responsabile dell’Archivio Biblioteca della Quadriennale di Roma, centro di documentazione sull’arte italiana del XX e XXI secolo per cui ha curato l’inventariazione dei fondi archivistici, il progetto di catalogazione dei fondi librari, il sistema informativo e un primo censimento territoriale di archivi d’arte (Guida agli archivi d’arte del ’900 a Roma e nel Lazio, 2009).

«Caro Casani, priorità al Palazzo»

lettera aperta dell’ex presidente Caffaz

CARRARA «Gentile dott. Casani - scrive in una lettera aperta l’ex presidente dell’Accademia di Belle Arti Simone Caffaz rivolgendosi all’attuale, Giancarlo Casani - , negli ultimi mesi lei ha reiteratamente affermato alla stampa di aver trovato l'Accademia nel "degrado" e "a pezzi" e ciò, oltre a essere al di fuori della realtà, è inaccettabile e irricevibile non solo per me ma anche per gli altri suoi predecessori Pietro Cascella, Mariella Zoppi e Anna Laghi, per i direttori Marco Baudinelli e Lucilla Meloni, per il personale, per i docenti e gli studenti. Insomma per tutti coloro che, negli anni passati, hanno contribuito non a portare ma a far uscire l'Accademia dal degrado e a restituirle il ruolo che le compete a livello nazionale e internazionale. Non voglio dilungarmi sulle tante cose che sono state realizzate negli ultimi anni, ma solo ricordarle le principali. Gli iscritti sono incrementati del 40%; è stata aperta e allestita la nuova sede all'ex giudice di pace; sono state firmate con il Comune le convenzioni (gratuite) per la Padula e Monterosso dove sono stati realizzati importanti lavori; è stata catalogata, restaurata ed esposta con grande successo di pubblico la gran parte dello straordinario patrimonio dell'istituto (gessi, quadri, documenti, ecc.) che versava nel degrado più assoluto in magazzini umidi e sporchi; per la stessa gispoteca è stato realizzato un progetto complessivo di allestimento assieme all'Università tedesca di Darmstadt; tutti i bilanci sono stati certificati dai revisori dei conti e il nucleo di valutazione ha definito l'Accademia di Carrara un modello di struttura pubblica in Italia». E aggiunge: «Abbiamo attivato una produzione autonoma con il robot antropomorfo che ha sempre ricevuto commissioni per decine di migliaia di euro all'anno; grazie ai progetti presentati, abbiamo ricevuto circa 1 milione di euro in finanziamenti pubblici e privati con i quali sono state completamente rifatte le aule di scenografia, la facciata dell'edificio lato via Verdi, è stato trasformato il teatro anatomico e l'alloggio del custode in un moderno spazio espositivo, sono stati realizzati interventi al tetto, rifatte le gronde, cambiate buona parte delle vetrate, commissionati due progetti ad altrettanti professionisti per l'antincendio e la messa a norma della struttura. Inoltre Le abbiamo lasciato in eredità svariate decine di migliaia di euro per proseguire i lavori. Così come siamo consapevoli di aver fatto molto e di averle consegnato non il "degrado" ma un gioiello, siamo anche consapevoli che molto è ancora da fare, innanzitutto i lavori di messa a norma di Palazzo del Principe a cui le consigliamo in tutta sincerità di dare la priorità rispetto ai provvedimenti che ha avuto il proposito di annunciare come "il cambio delle lampadine" e "l'acquisto di nuove sedie" perché di quelle vecchie non le piace il colore. Purtroppo, al di là del suo annuncio che tutto sarà fatto "entro il prossimo anno", per mettere a norma il Palazzo servirà molto più tempo, assieme a tante risorse di cui l'Accademia difetta e che le auguriamo di trovare meglio e più in fretta di quanto abbiamo fatto noi».

A Pier Giorgio Balocchi le arti visive

«Io e la professoressa Di Marco saremo il braccio destro e sinistro del direttore»
CARRARA Il professor Pier Giorgio Balocchi è il nuovo preside del Dipartimento di arti visive dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, eletto con 18 voti su 25, dai colleghi insegnanti di scultura, pittura, decorazione, grafica e storia dell'arte. Il professor Balocchi, cattedratico di scultura all'Accademia di Carrara dal 1988, nonché socio onorario dell'Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, Accademia che si propone di promuovere l'arte e di proteggere il patrimonio artistico mondiale e che elegge a soci onorari noti artisti e personaggi che si sono messi in luce per meriti legati alla cultura, come una sorta di Accademia della Crusca nel campo dell'arte, va a sostituire la collega Gaia Bindi arrivata al termine dei 3 anni previsti per la durata dell'incarico. Con questa elezione, il professor Balocchi, insieme alla Preside del Dipartimento di arti multimediali, Stefania Di Marco, andrà ad occupare, nell'ambito dell'organigramma istituzionale, lo scalino appena sotto quello occupato dal Direttore Luciano Massari. «Sarò il coordinatore degli insegnanti di scultura, grafica, decorazione e pittura, cercherò di organizzare eventi e darò una mano al Direttore - spiega il professore, che puntualizza- io e la professoressa Di Marco saremo il suo braccio destro e il suo braccio sinistro». Pier Giorgio Balocchi aveva già ricoperto, 10 anni fa, l'incarico di Coordinatore della Scuola di scultura che costituisce, insieme alla Scuola di pittura, la Scuola di scenografia, la Scuola di grafica, la Scuola di arti multimediali e la Scuola di decorazione, dei piccoli dipartimenti, alla stregua degli Istituti universitari che compongono la struttura dell'Accademia di Belle Arti e l'elezione dell'altro giorno rappresenta senz'altro per Balocchi, un salto in avanti e un riconoscimento accademico importante, diventando in questo modo uno stretto collaboratore di Luciano Massari. «Un incarico dovuto all'età più che al merito - si schermisce il professore che vanta 30 anni di mostre, eventi e monumenti scolpiti-ho fatto tante mostre e poi dopo 30 anni di insegnamento conosco benissimo il meccanismo dell'Accademia». «E' sicuramente una notizia positiva la sua elezione-commenta Luciano Massari-Pier Giorgio è uno dei professori storici dell'Accademia, ne conosce bene le problematiche ed è un uomo di grandi capacità: farà bene e svilupperà con competenza tutte le idee del Dipartimento. E poi alla sua elezione-aggiunge il Direttore dell'Accademia- si unisce l'elezione del professore Francesco Cremoni a Coordinatore della Scuola di Scultura, un altro grande esperto, con grandi competenze. Insomma viva gli scultori!".

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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