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Il Tirreno (2927)

Fino a domani sera nel borgo affacciato sulle cave di marmo
le specialità della tradizione apuana e nuove creazioni

CARRARA In questi giorni, stimano gli organizzatori, la tonnellata di lardo viene sfiorata (e non di molto); il borgo, che al celebre salume marchiato Igp dà il nome, si illumina accogliendo migliaia di persone che vengono principalmente da fuori provincia, dal pranzo alla cena. Le botteghe sono aperte e la musica fa da sottofondo all'intero paese, con vista sulle cave di marmo bianco di Carrara. Stiamo parlando, ovviamente, della Festa del Lardo 2017 a Colonnata (piazza Palestro), iniziata mercoledì scorso e che si concluderà domani sera (domenica 20). Cinque i giorni totali della festa organizzata dalla Pubblica Assistenza di Carrara assieme all'Associazione "Fai Vivere Colonnata". Esce dalla conca marmorea il lardo per un evento ormai diventato tradizione e, soprattutto, atteso specialmente al di fuori della provincia apuana. «Sono cinque anni ormai - spiega Fabrizio Giromella (presidente della Pubblica Assistenza di Carrara) - che abbiamo ripreso la vecchia sagra che era stata interrotta qualche anno, apportando alcune modifiche e coinvolgendo una quarantina di persone della Pubblica Assistenza

 

Canova a Palazzo Cucchiari

La mostra dedicata a Canova è aperta nel we

Carrara, le riprese cominciano il 28 agosto sul monte Altissimo Solo una parte sarà ambientata anche nella nostra città
di David Chiappuella

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/08/15/news/meta-cast-carrarese-ma-cave-versiliesi-per-konchalovsky-1.15738132

Luisi: patrimonio UNESCO a rischio


«Sono stati chiesti i pareri dell'Unesco per la riapertura delle cave?» . Se lo chiede la consigliera comunale di minoranza Elena Luisi in merito all'annuncio della (possibile, ma quasi certa) riapertura di tre cave nel comune di Seravezza, tutte piazzate non molto lontano dal patrimonio Unesco di palazzo Mediceo. Luisi attacca la giunta di «inesistente trasparenza», sia per l'incontro «tardivo» con la cittadinanza per la cava Sbasso confine, sia per le altre due cave Medicee la cui attività dovrebbe ripartire. «Le tre cave - dice - sono situate a poche centinaia di metri dal palazzo e dovrebbero avere un parere di compatibilità ambientale espresso dal comitato tecnico e dal comitato di pilotaggio del sito Unesco Ville e giardini Medicei in Toscana. Le procedure in provincia sono oramai terminate e ci chiediamo se i pareri delle commissioni Unesco, sono stati richiesti/assunti? Sono stati valutati piani di coltivazione delle cave in oggetto? Avremo dunque un massiccio via vai di camion e di mezzi pesanti in centro e addosso alla comunità di Seravezza?».

Cava multata di 100mila euro


La sanzione amministrativa riguarda la Gabrielli Effulgence Marble Srl
Contestata la coltivazione di Colle delle Scope in assenza di autorizzazione
atto d'ingiunzione del Comune
di Manuela D'Angelo
MASSAL'intricata vicenda che riguarda la società Gabrielli Effulgence Marble Srl, stretta tra numerose contestazioni, violazioni amministrative, ricorsi al Tar, e anche la costruzione di una sorta di parapetto non autorizzato, intanto si risolverà con una multa da 100 mila euro. Il Comune di Massa ha infatti inviato un'ingiunzione di pagamento all'amministratore unico della società, Pier Luigi Gabrielli, del valore di 100 mila euro, contestando "la coltivazione della cava dismessa, Colle delle Scope, in assenza dell'autorizzazione comunale all'escavazione". Un illecito per il quale è prevista la sanzione amministrativa da 40 mila a 150 mila euro (ai sensi dell'art. 52, comma 4, della legge regionale 35 del 2015). Secondo quanto è stato pubblicato sul sito del Comune di Massa, a seguito di un accertamento in cava, avvenuto lo scorso 21 aprile, era stata emessa la sanzione amministrativa di 50 mila euro, mai pagata però fino ad oggi e salita per questo a 100 mila. Nell'atto di ingiunzione si parla della coltivazione di cava Colle delle Scope senza alcuna autorizzazione all'escavazione: un accertamento ritenuto "fondato", così si legge nell'atto, una violazione considerata "grave" e per la quale il Comune ha accertato la responsabilità della Gabrielli srl. Il sito in oggetto, infatti, è nella piena disponibilità del Comune di Massa e non risulta essere affidato in concessione a nessun soggetto. Gli uffici attestano anche che "la concessione costituisce titolo per il rilascio dell'autorizzazione soltanto previo gara ad evidenza pubblica", che qui non si è verificata. La cava è poi inserita all'interno del parco regionale delle Apuane e come tale sottoposta a vincolo paesaggistico. Nell'atto, firmato dal dirigente Fabio Mercadante, si parla anche di una parte di opere di sostegno realizzate "senza alcuna progettazione depositata presso il Genio civile della Regione Toscana" opere che, sempre secondo il Comune, "costituiscono un potenziale pericolo di dissesto". Si tratta di un muro di contenimento, che il parco delle Apuane definì una "muraglia", creato con circa 60 blocchi di cemento, disposti su 5 file sovrapposte, 6 metri in altezza e sedici metri in lunghezza, che il presidente Putamorsi chiese di rimuovere con una ordinanza, lo scorso 23 maggio, disponendo anche la sospensione delle lavorazioni. Dopo quell'ordinanza, la società aveva risposto attraverso i suoi legali che avrebbe impugnato l'atto e dimostrato davanti al tar di possedere tutte le autorizzazioni. Secondo il Comune però la società non ha mai fatto pervenire scritti difensivi "continuando a tenere comportamenti incuranti della legislazione vigente". Il caso si sta consumando a suon di carte bollate, ma intanto la multa va pagata. Entro trenta giorni la Srl potrà presentare opposizione all'ingiunzione davanti al tribunale, viceversa, il mancato pagamento, compreso delle spese legali per la notifica degli atti, comporterà la riscossione coattiva della somma dovuta.

«Michelangelo venne prima a Carrara»


La storica dell'arte Acidini ripercorre le fasi apuane dello scultore, in vista del film di Konchalovsky

CARRARA«Un film che mostra Michelangelo in Versilia, storicamente, non sarebbe affatto sbagliato, a patto che distingua con chiarezza tra i due diversi momenti della vita dell'artista, quello in cui sceglieva i marmi per i suoi lavori a Carrara dal successivo passaggio a Serravezza». Così la storica dell'arte Cristina Acidini, raggiunta telefonicamente, è intervenuta nel dibattito sul prossimo film dedicato a Michelangelo che il grande regista russo Andrei Konchalovsky, due volte Leone d'argento a Venezia, inizierà a girare dal 28 agosto, con metà cast composto da attori-cavatori di Carrara. La nostra città, però, farà da set per una sola scena della pellicola, poiché le riprese in cava si gireranno sul monte Altissimo, nel versante versiliese. Ad annunciarlo è stata Arianna Finos su "la Repubblica", alla vigilia di Ferragosto. «Il regista russo -ha scritto la giornalista- fa base tra le cave del Monte Altissimo per le riprese di Il peccato. Una visione, film dedicato a Michelangelo che 500 anni fa, a Serravezza, trovò la materia prima ideale per le sue opere d'arte». La Acidini, già soprintendente del Polo Museale fiorentino ed ora presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, la più antica del mondo, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari proprio in onore di Michelangelo, ha confermato la presenza dell'artista in Versilia, dove fu inviato da papa Leone X de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico. «Il pontefice -ha ricordato la studiosa- incaricò Michelangelo di cercare nuove cave a Serravezza, in territorio mediceo. Qui l'artista estrasse 4 colonne di marmo destinate alla facciata della chiesa di San Lorenzo a Firenze e realizzò una strada per il loro spostamento fino al mare. Nel settembre 1518 Michelangelo rischiò anche di morire, perché una di queste colonne, durante il trasporto su un carro, si staccò, uccidendo un operaio accanto a lui e finendo in un fiume». L'affermazione di "Repubblica" su Michelangelo che trova la sua materia prima a Serravezza, invece, non era affatto piaciuta al professor Luciano Massari, direttore dell'Accademia di Belle arti di Carrara, che l'aveva definita un «errore storico madornale», sostenendo che «tutte le opere dell'artista, eccetto il David, sono state scolpite in marmo statuario Polvaccio, proveniente dall'omonima cava carrarese, situata nel bacino di Ravaccione». In effetti, le visite ed i soggiorni di Michelangelo a Carrara furono numerosi. Atti notarili, lettere e citazioni varie documentano che egli aveva affittato una casa in piazza del Duomo, di proprietà di Francesco Pelliccia, uno dei cavatori del Polvaccio. Sulla facciata di questa abitazione è visibile ancora oggi una targa che ricorda la sua presenza. Secondo Christiane Klapish-Zuber, autrice del fondamentale studio "Carrara e i maestri del marmo. 1300-1600" (1973), Michelangelo sarebbe venuto a Carrara una dozzina di volte. Il testo ottocentesco "Ragionamento storico su le diverse gite che fece a Carrara Michelangelo Buonarroti", del concittadino Carlo Frediani, sostiene invece che l'artista visitò la nostra città in 8 occasioni. Da un documento conservato all'Archivio di Stato di Lucca, si evince che Michelangelo venne a Carrara per la prima volta intorno al 1496, a scegliere il marmo in cui scolpire la Pietà. L'ultima, probabilmente, risale al 1525, quando l'artista appose la sua firma sull'antico bassorilievo romano dei Fantiscritti, cosa che in seguito fece anche Antonio Canova. David Chiappuella

Il regista Andrei Konchalovsky inizierà a girare il 28 agosto
in tre location dove l'artista scelse i marmi per le sue opere

SERAVEZZA Dice di amare la scultura da sempre, ma di aver deciso di girare un film proprio su Michelangelo anni fa, quando lesse il sonetto che l'artista inviò a Strozzi: Caro m'è'l sonno e più l'esser di sasso, mentre che'l danno e la vergogna dura...'. Parole di tradimento e vergogna che hanno spinto il regista russo Andrei Konchalovsky, (80 anni il 20 agosto, 55 di carriera, un Leone d'argento a Venezia nel 2016 con Paradise e uno nel 2014 per Le notti bianche del postino), a voler capire perché lui fosse così pessimista nei confronti dei suoi tempi, e a iniziare quindi un viaggio di ricostruzione che lo ha portato fino alle cave del monte Altissimo di Seravezza dove Michelangelo andava a scegliere i marmi per le sue opere. Ed è proprio qui che, dal 28 agosto, inizieranno le riprese per il suo ultimo film dedicato a Michelangelo. Le location saranno tre, tutte sul monte Altissimo: cava Mossa, il ravaneto della Cabina nera e le cave Cervaiole. Una di queste ultime non avrà nemmeno bisogno di essere ritoccata per farlo sembrare un ambiente del Cinquecento: è la cava Saltetto, vecchia cava dismessa che mantiene il suo antico aspetto dell'Ottocento, e quindi anche del Cinquecento (ossia il periodo in cui è ambientato il film), lavorata a mano col piccone. «Da questa cava - racconta Franco Pierotti, direttore di cava da decenni delle Cervaiole e uno che conosce vita, morte e miracoli delle vene di quei marmi -, nel 1845, vennero presi i marmi per la cattedrale di Sant'Isacco a San Pietroburgo per una commessa di un milione di lire fiorentine». Non molto distante, in una galleria realizzata negli anni Sessanta, spiega Pierotti, che sta seguendo l'allestimento del set passo passo, «verrà realizzata la scena in cui Dante apparse a Michelangelo». Per il set è stato ricostruito al dettaglio anche un blocco in vetroresina che riproduce il processo di estrazione del marmo com'era nel Rinascimento, «quindi non con le segature ma con i segni dello scalpellino». Il film è una coproduzione tra la Russia, che ha stanziato l'80% del budget e la Jean Vigo di Elda Ferri, che ha messo l'altro venti. Le riprese inizieranno il 28 agosto, appunto, e gireranno anche a Carrara, Montepulciano, Arezzo, Caprarola, Firenze, Roma. Melania Carnevali

 

arte e cultura

CARRARALa Galleria Duomo di Carrara presenta la mostra personale dell'artista Richard Silvaggio - 0+0 =1, a cura di Beatrice Lombardi, che sarà aperta al pubblico da venerdì 18 agosto a domenica 10 settembre in via Finelli 22 a Carrara. «Sono, siamo, la sfumatura di grigio che intercorre tra il bianco e il nero. Lo stesso grigio che dà volume ai drappi che dipingo. Drappi che, a loro volta, danno volume ad ogni figura la quale, nell'atto di cercarsi, rivela la propria assenza».Con queste parole, Richard Silvaggio, delinea uno dei concetti sul quale è fondata la propria produzione artistica e la propria necessità espressiva: la descrizione del nulla, istantanea del vuoto, impossibile da cristallizzare sulla tela se non tramite la contraddizione e la giustapposizione di figure avvolte in drappi bianchi su sfondo nero, drappi privi di un contenuto fisico che si stagliano sulla scura assenza di colore, un vuoto che si somma ad un altro vuoto, creando, ciò nonostante, uno spazio pieno di forma quanto di senso.Nelle sale di Galleria Duomo, che ospita la prima personale dell'artista, si snoda un percorso frutto degli ultimi anni di lavoro di Silvaggio, popolato da figure senza identità, impegnate in azioni spesso paradossali che danno corpo ai concetti che l'artista vuole rappresentare. Richard Silvaggio Nasce a Melbourne (Australia) nel 1976, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Carrara e nel 2008 si diploma presentando la tesi dal titolo "Freak-Show, il brutto e il diabolico nell'arte dal medioevo all'arte contemporanea", con relatore Omar Galliani.Il suo percorso artistico inizia seguendo tematiche grottesche, abbinando alle rappresentazioni pittoriche, oggetti fisici, installazioni, con lo scopo di dare una maggiore completezza ai titoli delle opere. Successivamente mette da parte l'aspetto bizzarro per seguire una linea più delicata e decisamente più figurativa. Nel corso degli anni partecipa, con le proprie opere, ad esposizioni collettive su tutto il territorio nazionale. Continua il proprio percorso di ricerca artistica nella città di Carrara. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private. L'inaugurazione si terrà venerdì 18 agosto alle 19; la mostra resterà aperta fino a domenica 10 settembre 2017, con il seguente orario: dal 18 agosto al 27 agosto, venerdì - sabato - domenica dalle 21 alle 24; dal 1 settembre al 10 settembre venerdì - sabato - domenica dalle 17 alle 20, oppure su appuntamento.Per tutte le informazioni è possibile contattare il numero 0585 / 71839, oppure scrivere a mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. stampa:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 334 1444065Informazioni:www.galleriaduomo.it

 

MASSA Oggi e in replica il 24 agosto, visita guidata in notturna del centro storico di Massa. Il prezzo è di dieci euro, gratuito sotto i 12 anni.Partenza alle 21 da Palazzo Ducale proseguiremo verso il Duomo ammirando i palazzi ed i portali di via Cavour e raggiungeremo piazza Mercurio attraversando la vecchia via Cairoli un tempo sede delle botteghe artigiane. Poi si salirà tutti insieme al castello di Massa per scoprire i suoi tesori godendo di uno strepitoso panorama. Chi vuole potrà concludere la serata bevendo un drink al punto ristoro del Castello. Per l'intero percorso i visitatori saranno accompagnati da una guida turistica di Associazione Eleope. E con l'aiuto della tecnologia si potrà vedere anche quello che non c'è più. Per informazioni dettagliate sul percorso guidato chiamare l'associazione Eleope al . 348/7360863. Prenotazioni Apuania Viaggi, viale Stazione 119 Massa, tel. 0585/1980388. Orari: lunedì-sabato: 9-12.45 e 16-20.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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